Dopo l'addio di Vlahovic ora Spalletti perde un altro obiettivo da cui ripartire

Dopo l'addio di Vlahovic ora Spalletti perde un altro obiettivo da cui ripartireTUTTOmercatoWEB.com
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di Vincenzo Marangio

Quante volte, da quando è arrivato sotto il cielo di Torino, Spalletti avrà ripetuto ai microfoni di tutte le emittenti: "Mi serve un attaccante fisico" e poi ancora, riferendosi a Vlahovic,  "Non si può giocare a calcio senza uno con le sue caratteristiche cioè senza un terminale fisico, forte, che fa gol". Chissà cosa avrà pensato il tecnico bianconero, dopo aver già incassato il "no" di Alisson (che gli avevano dato per fatto) e il "no" di Brahim Díaz che vuole fare di tutto per conquistarsi spazio nel nuovo Real Madrid di Mourinho, quando gli hanno comunicato che non avrebbe potuto contare neanche su Vlahovic. Facile immagginarlo, difficile il compito di chi glielo avrà comunicato. Adesso Comolli deve affrettarsi e dopo aver sciolto finalmente il nodo Vlahovic, deve spingere alla ricerca di una completa ristrutturazione del reparto offensivo della Juventus. 

David e Openda non sono risultati all'altezza, tra l'altro il canadese anche in amichevole con la sua nazionale è parso parecchio sotto tono e Openda neanche è stato convococato, Milik saluterà (ma non era neanche da prendere i considerazione) e Vlahovic potrà accasarsi altrove. Kolo Muani? Sarebbe un sorriso davanti ad un caffè prima di fare colazione per Luciano Spalletti che, naturalmente, si aspetta molto di più. Ma guai a chiedere visto che, fino ad oggi, non è stato praticamente mai accontentato. E tornano in mente altre parole del tecnico bianconero quando disse "l'allenatore bravo è quello che si fa comprare i giocatori che vuole...".