Figc, cambia tutto per non cambiare nulla: Malagò pronto e Marotta sorride
Nel calcio italiano le rivoluzioni fanno rumore, ma spesso finiscono in un sussurro. E questa, più che una svolta, sembra una danza già vista. Giovanni Malagò si prepara a entrare in scena per la presidenza della Figc, spinto da 18 club di Serie A su 20. Una maggioranza solida, quasi plebiscitaria, che però, secondo quanto riporta Milano Finanza, racconta più un’esigenza di stabilità che una reale voglia di cambiamento.
Perché dietro il volto nuovo, i nomi che circolano sanno di continuità. L’eventuale segretario generale potrebbe ad esempio essere Giancarlo Viglione, uomo vicino a Gravina, figura già inserita nei meccanismi federali - è responsabile dell’ufficio legislativo e delle relazioni istituzionali della Figc - e tifosissimo dell'Inter. E Gravina stesso? Non sparisce, si sposta: resterà vicepresidente UEFA, quindi dentro il sistema, solo da un’altra stanza.
E poi c’è Luca Bergamini, profilo forte nei rapporti con la Lega Dilettanti, utile a tenere insieme pezzi diversi del calcio italiano. Una scelta strategica, certo, ma anche sintomatica: si ricuce, non si taglia. In questo mosaico, c’è chi osserva e sorride. Giuseppe Marotta, che si è speso per la candidatura di Malagò, vede profili graditi prendere quota. La sfida con Abete resta sullo sfondo, come un’eco di vecchie stagioni. Ma la sensazione è che, comunque vada, il copione non cambierà davvero. Tutto si muove, tutto si riorganizza. E alla fine, il calcio italiano resta fedele a sé stesso: un teatro dove le maschere cambiano, ma gli attori, quelli, si conoscono già.
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