Guardiola e Pirlo in Nazionale, Malagò svela i retroscena: «Pep sarebbe venuto, poi lo stop su Andrea»
Dalla suggestione Guardiola all’ipotesi Pirlo, fino alla decisione di assumere il ruolo di commissario della FIGC per evitare una frattura ai vertici del CONI. Giovanni Malagò, intervistato da La Repubblica, ripercorre alcuni passaggi delle ultime settimane e svela dettagli sulle valutazioni fatte per la guida della Nazionale.
Malagò spiega di aver accettato l’incarico soprattutto per scongiurare uno scontro interno: «Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel CONI». Secondo l’ex presidente, un eventuale voto in Giunta non avrebbe prodotto una vera soluzione condivisa, nemmeno se fosse partito da una posizione di vantaggio. Una scelta che, nelle sue parole, ha rappresentato una via d’uscita da una situazione complicata.
Tra le piste valutate per la panchina azzurra c’era anche Pep Guardiola. Malagò racconta che Paolo Maldini e Leonardo avevano trascorso un’intera serata con l’allenatore catalano per sondare la sua disponibilità. Il progetto, però, non è andato avanti: «Pep è stato onesto. Ha preso un sabbatico, per temi anche familiari, ma se avesse fatto qualcosa l’avrebbe fatto con noi».
Diverso il retroscena legato ad Andrea Pirlo. Stando al racconto di Malagò, Maldini puntava su un profilo vincente della generazione campione del mondo nel 2006. La candidatura dell’ex centrocampista azzurro sarebbe stata accantonata dopo la scoperta di un dettaglio contrattuale: «Né io né lui sapevamo del contratto di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: fermiamoci qua».
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