Juventus e Mondiali 2026: sei bianconeri al via, ma l’assenza dell’Italia pesa come un vuoto storico

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di Redazione Bianconeranews

Il Mondiale 2026 è ormai alle porte. La Coppa del Mondo scatterà l’11 giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico, ma per il calcio italiano sarà ancora una volta un torneo da vivere da spettatore. L’Italia non ci sarà, per la terza edizione consecutiva, e per la Juventus questo vuoto pesa più che per molti altri club. La storia bianconera e quella della Nazionale italiana si sono spesso intrecciate nei momenti più importanti. Per decenni, parlare di Italia ai Mondiali ha significato parlare anche di Juventus: dai blocchi azzurri del passato fino alla generazione del 2006, il club torinese ha rappresentato una delle basi tecniche più forti della Nazionale.

Oggi lo scenario è diverso. Non ci saranno Andrea Cambiaso, Federico Gatti e Manuel Locatelli, rimasti fuori dal Mondiale insieme a tutta l’Italia dopo l’eliminazione negli spareggi. E non ci saranno nemmeno altri bianconeri che, nei mesi scorsi, sembravano potenzialmente dentro il discorso iridato: Lois Openda è stato escluso dal Belgio, mentre Pierre Kalulu e Khephren Thuram sono rimasti fuori dalla lista della Francia. Alla vigilia del torneo, dunque, la Juventus sarà rappresentata da sei giocatori: Gleison Bremer con il Brasile, Jonathan David con il Canada, Teun Koopmeiners con l’Olanda, Francisco Conceição con il Portogallo, Kenan Yildiz con la Turchia e Weston McKennie con gli Stati Uniti.

Inizialmente il gruppo bianconero contava anche Emil Holm, convocato dalla Svezia, ma il difensore è stato costretto a lasciare il ritiro per infortunio. Il dato finale, quindi, racconta una Juve presente nel Mondiale, ma lontana dai numeri e dal peso storico di altre epoche.

Dai 15 di marzo ai 6 del Mondiale
Nella sosta di marzo 2026 erano stati 15 i giocatori della Juventus chiamati dalle rispettive nazionali. Una lista lunga, che comprendeva italiani impegnati negli spareggi, giovani nel giro delle selezioni maggiori o Under 21 e stranieri coinvolti nel percorso verso il Mondiale. Quella fotografia, però, oggi è superata. Con le liste definitive e il torneo ormai al via, il dato da considerare è un altro: i bianconeri effettivamente presenti in America saranno sei. Un numero comunque significativo, ma più contenuto rispetto alle aspettative maturate durante la stagione. Il passaggio è importante anche per leggere la Juventus attuale. La rosa resta internazionale, con giocatori distribuiti in nazionali di alto livello e in Paesi ospitanti come Canada e Stati Uniti. Ma il rapporto con la Nazionale italiana, un tempo centrale nell’identità bianconera, vive una fase di evidente ridimensionamento.

Gli italiani restano a casa: Cambiaso, Gatti e Locatelli fuori con l’Italia
Il capitolo più doloroso riguarda inevitabilmente gli italiani. Cambiaso, Gatti e Locatelli erano stati chiamati in causa nel percorso azzurro, ma l’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia ha chiuso ogni possibilità di vederli ai Mondiali 2026. Per la Juventus è una notizia dalla doppia lettura. Sul piano sportivo e identitario, l’assenza dell’Italia rappresenta un fallimento pesante. Un club che ha costruito una parte enorme della propria storia anche attraverso il legame con la Nazionale si ritrova senza alcun azzurro al Mondiale. Sul piano pratico, invece, i giocatori italiani potranno lavorare senza il carico fisico e mentale di una competizione lunga, stressante e giocata dall’altra parte del mondo. Meno viaggi, meno pressione, meno rischio di infortuni. Ma è un vantaggio tecnico che non cancella la delusione di fondo: per la terza volta consecutiva, l’Italia guarda il Mondiale da fuori.

I sei bianconeri al Mondiale 2026
Il nome più atteso è probabilmente quello di Jonathan David. Il Canada è una delle nazioni ospitanti e per l’attaccante juventino il Mondiale avrà un valore speciale. Giocare una Coppa del Mondo in casa significa portarsi addosso responsabilità, entusiasmo e attenzione mediatica. Per David sarà una vetrina enorme, ma anche un banco di prova caratteriale. Discorso simile per Weston McKennie. Gli Stati Uniti ospitano il torneo insieme a Canada e Messico e vogliono sfruttare l’occasione per dare una spinta definitiva alla propria crescita calcistica. McKennie è da anni uno dei volti più riconoscibili della nazionale americana e sarà uno dei bianconeri più osservati, soprattutto nella fase a gironi.

C’è poi Kenan Yildiz, forse il profilo più affascinante in ottica Juventus. Con la Turchia avrà la possibilità di misurarsi in un contesto globale, aumentando ulteriormente il proprio status internazionale. Per un talento giovane, già molto amato dai tifosi bianconeri, il Mondiale può diventare una tappa fondamentale del percorso di crescita.

Gleison Bremer rappresenta invece il collegamento con una delle maglie più pesanti del calcio mondiale: quella del Brasile. Non è mai semplice ritagliarsi spazio nella Seleção, ma essere dentro quel gruppo significa competere al massimo livello possibile.

Teun Koopmeiners sarà con l’Olanda, nazionale di grande tradizione e sempre ambiziosa nelle competizioni internazionali. Per lui il Mondiale può essere anche l’occasione per ritrovare fiducia e continuità dopo una stagione non sempre lineare.

Francisco Conceição, infine, porterà la sua fantasia nel Portogallo. Anche in questo caso il livello della concorrenza è altissimo, ma la sua presenza conferma come la Juventus continui ad avere giocatori inseriti in contesti internazionali di prima fascia.

Gli esclusi: Openda, Kalulu, Thuram e il caso Holm
Per contestualizzare correttamente il Mondiale juventino bisogna citare anche chi non ci sarà. Lois Openda, inserito nella lista dei nazionali bianconeri durante la stagione, non è stato convocato dal Belgio. Una scelta pesante, che lo priva di una vetrina importante e che fotografa una stagione evidentemente al di sotto delle aspettative. La Francia, invece, ha lasciato fuori Pierre Kalulu e Khephren Thuram. Due assenze che riducono ulteriormente il numero dei bianconeri al Mondiale e che confermano quanto sia alta la concorrenza in una delle nazionali più forti del torneo. Diverso il caso di Emil Holm. Lo svedese era stato inserito tra i convocati, ma un infortunio lo ha costretto a rinunciare alla competizione. Per questo motivo il conto juventino è passato da sette a sei giocatori effettivamente presenti. Sono dettagli importanti, perché il Mondiale non va letto sulla fotografia di marzo, ma sulla situazione reale alla vigilia del calcio d’inizio.

Quando la Juventus dominava i Mondiali
Il confronto con il passato è inevitabile. La Juventus è il club che ha avuto più tesserati campioni del mondo nella storia: 27 giocatori che, nella stagione del Mondiale, appartenevano alla società bianconera. La lista racconta quasi un secolo di calcio. Nel 1934 furono campioni del mondo Bertolini, Varglien, Caligaris, Borel, Combi, Ferrari, Monti, Orsi e Rosetta. Nel 1938 toccò a Foni e Rava. Nel 1982 arrivò il blocco formato da Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli e Rossi. Nel 1998 furono Deschamps e Zidane a vincere con la Francia. Nel 2006, con l’Italia di Lippi, toccò a Buffon, Cannavaro, Del Piero, Camoranesi e Zambrotta. Più recentemente, il conto è cresciuto con Matuidi nel 2018 e con Di Maria e Paredes nel 2022. È soprattutto un dato a rendere speciale questo rapporto: quando l’Italia ha vinto i Mondiali, spesso lo ha fatto appoggiandosi a un nucleo juventino. È accaduto nel 1934, nel 1982 e nel 2006. Tre titoli su quattro portano dentro una forte impronta bianconera.

Berlino 2006, il simbolo di un’altra epoca
Il punto più alto del rapporto recente tra Juventus e Mondiali resta Berlino 2006. L’Italia di Marcello Lippi vinse il titolo con una forte presenza bianconera: Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi e Del Piero erano tesserati Juventus in quella stagione. Ma il legame andava anche oltre i giocatori in rosa in quel momento. In quella finale tra Italia e Francia c’erano tanti calciatori che, prima o dopo, avrebbero avuto un rapporto con la Juventus: da Zidane a Thuram, da Vieira a Trezeguet, fino ad altri protagonisti azzurri passati successivamente da Torino. Era la dimostrazione plastica del peso internazionale della Juve in quegli anni. Oggi il quadro è molto diverso. La Juventus non vince lo scudetto dal 2020, ha vissuto stagioni complicate e sta cercando di ricostruire una dimensione tecnica ed economica adeguata alla propria storia. Il Mondiale 2026, con sei bianconeri presenti ma senza Italia, racconta bene questa fase di transizione.

Quote Mondiali 2026 e Juventus: il torneo senza Italia ma con tanti bianconeri
L’assenza dell’Italia rende i Mondiali 2026 meno emotivi per il pubblico italiano, ma non meno interessanti per i tifosi della Juventus. La Juve avrà diversi giocatori da seguire, soprattutto nelle nazionali qualificate e nelle selezioni con ambizioni importanti. Per capire il peso delle varie nazionali, dalle favorite alle possibili sorprese, le quote scommesse sui Mondiali 2026 di Sisal possono offrire una lettura utile del torneo. E per i tifosi bianconeri il discorso è ancora più interessante: ogni percorso nazionale può incidere sulla crescita, sul valore e sulla percezione internazionale dei giocatori juventini. In sintesi, l’Italia non ci sarà. Ma la Juventus sì, eccome. Non con il blocco azzurro che ha scritto la storia, ma con una rosa internazionale che porterà il bianconero dentro molte partite del Mondiale.