Pedullà attacca: “Spalletti e Gasperini aspettano rinforzi. Juve e Roma, sveglia”
Il calendario corre, la nuova stagione si avvicina e gli allenatori iniziano a fare i conti con una situazione tutt’altro che ideale. È questo il tema sollevato da Alfredo Pedullà sul proprio canale YouTube, con un messaggio rivolto soprattutto a Juventus e Roma, ancora impegnate a completare le rose di Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini.
Il giornalista non usa mezze misure e sottolinea il paradosso di un mercato che, arrivato ormai alla fine di luglio, vede ancora diversi tecnici in attesa dei rinforzi richiesti. “Siamo al 25 luglio. È il caso che Juventus e Roma diano i regali di mercato a Spalletti e Gasperini? Stamattina mi sono svegliato con il sospetto che fosse il 25 giugno, non il 25 luglio”.
Un riferimento chiaro alla lentezza delle operazioni, con gli allenatori costretti a lavorare con gruppi incompleti proprio nella fase più importante della preparazione estiva. Pedullà difende il lavoro dei tecnici e punta il dito contro una dinamica ormai frequente nel calcio moderno: quando il mercato non porta subito risultati, le prime critiche spesso ricadono sulla panchina.
“Bisogna fare i complimenti agli allenatori che resistono nell’attesa che qualcosa si sblocchi”. Secondo il giornalista, proprio per questo motivo gli allenatori meriterebbero una sorta di “bonus pazienza”, un riconoscimento per il lavoro svolto in condizioni complicate. “Nel contratto di un allenatore andrebbe messo un bonus di fiducia che dà la società, un bonus perché deve accettare un ritardo”.
Il ragionamento riguarda anche le conseguenze sportive: una squadra incompleta può influenzare i primi risultati stagionali e trasformare rapidamente l'entusiasmo in pressione. “Se poi sbaglieranno le prime due partite, arriveranno i giudizi: Gasperini non è quello dell’anno scorso, Spalletti non è l’allenatore che pensavamo. Ma non è così”.
Un messaggio che tocca anche la Juventus, dove il mercato è ancora in fase di costruzione tra necessità di cessioni, vincoli economici e ricerca dei profili giusti. Per Pedullà il problema non è soltanto regalare nuovi giocatori agli allenatori, ma riconoscere loro il tempo e la pazienza necessari per costruire un progetto. Perché nel calcio moderno il risultato arriva subito, ma la squadra spesso arriva dopo. E chi siede in panchina è quasi sempre il primo a pagare il conto dei ritardi altrui.
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