Le Contropagelle di Juventus-Lecce, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Juventus-Lecce, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
Ieri alle 10:55Altre notizie
di Claudia Santarelli
SE IL PALLONE SCOTTA DEVI AVERE GLI ATTRIBUTI… JUVENTUS  -- LECCE   1   a  1

DI GREGORIO  5  Chiamato ad un solo intervento, come spesso succede agli estremi difensori bianconeri. E lo cicca per incapacità di slancio. Oddio, le cosce sono “coscioni”, ma la spinta prodotta è pari ad una miccia bagnata. Banda tira da 25 metri e la forza del tiro non è micidiale. Bene, Di Gregorio si fa piegare le mani. Ormai è palese che il livello sia quello del Monza: quello attuale in serie B.

Significativa l’espressione a fine partita, della serie: vivo un incubo, non è possibile. Però Banda gli va via e fa 1 a 0 per i salentini. 

BREMER  6  Annulla Camarda, il solito “sopravvalutato” dalla stampa milanese, ma non riesce ad opporsi a Banda sul vantaggio del Lecce. Gioca una gara onesta, ma non basta.

KELLY  6  Da un po’ di tempo è il più concreto della difesa juventina. Anche stasera coniuga gli interventi difensivi a fluidificazioni in avanti in sicurezza. Alla fine della partita è l’unico che porta su palloni.

CAMBIASO  5  Tutto il peggio che possa confezionare, come se fosse un ripetente alla scuola calcio. Invece di piazzare il pallone alla Conceiçao versione Roma, tira un bolide sopra la traversa davanti a Falcone che ringrazia, poteva essere il vantaggio nostro. Confeziona l’orrore di passaggio, troppo avanti rispetto a Bremer e troppo corto per Kalulu e il Lecce va avanti allo scadere del 1° tempo. Una volta nelle giovanili delle squadre che contavano, insegnavano a non fare mai un passaggio laterale in uscita dalla propria metà campo. Oggi però i giovani sanno già tutto e guai se provi ad insegnare loro qualche cosa… Cambiaso? Il casìno fatto giocatore e troppo spesso le sorprese sono autolesionistiche.

THURAM  5,5  Dunque: la sua involuzione è seconda solo alla scomparsa dei dinosauri. Prova talvolta a correre col pallone tra i piedi, ma non ha una meta precisa. Dopo di che, mentre prima talvolta entrava in area palla al piede, seminando scompiglio, ora stazione al limite in cerca del coraggio. Una bella scrollata da parte di cotanto padre non sarebbe mica male… (KOOPMEINERS  5,5  Eccola la prima questione: se gioca Kelly, mister 60 milioni fa panchina e se entra, va ad occupare una posizione nella quale è pressoché nullo. Bisognerebbe chiedere i danni a Giuntoli…)

LOCATELLI  6,5  Chi lo contesta non sa nulla di calcio. Da lui, con un’apertura di 40 metri, parte l’azione del pareggio. Il pallone in profondità è preciso preciso sui piedi di Zhegrova, come nessuno nella rosa è capace a fare. Però non convince il mister che lo toglie insieme a Thuram, svuotando il centrocampo ed affidando al caso la possibilità di vincere. (OPENDA  5 Si divora la vittoria a porta quasi vuota. Non c’è altro da dire, se non indirizzare gli insulti più convinti all’algoritmo)

F. CONCEICAO  5  Vaga per la fascia destra come un lugubre spirito irrequieto nei viali di un camposanto. Pare che non abbia pienamente recuperato dal guaio muscolare ed allora perché rischiarlo? (ZHEGROVA  6,5  Entra con grave ritardo e si vede subito, alla prima azione, che è lui il titolare della fascia destra alta. Partecipa con un cross chirurgico al pareggio. Prova ripetutamente ad incidere ma la serata è segnata)

McKENNIE  7  Realizza il pareggio materializzandosi al centro dell’area piccola, come ormai è consuetudine. Perché Weston sa leggere le azioni e sa gestire la trequarti avversaria, come fosse un trequartista. E’ nettamente una delle migliori soluzioni in mano a Spalletti, che lo sostituisce, boh… (ADZIC  S.V. Il mister si accorge che togliere il centrocampo completo senza alternative è quanto meno azzardato, ma il montenegrino non ha ancora la personalità di caricarsi la squadra sulle spalle)

YILDIZ  6,5  E’ ormai la “fiche” su cui puntare per sperare nella posta piena. Lo sanno anche gli avversari che lo “curano” in tutti i modi. Eppure dai suoi piedi partono le occasioni più ghiotte e l’ultima di esse è la “summa” della sfiga, palla contro il palo, con Openda che mostra tutta la sua mediocrità sul tap in. Serata in cui, “nun è cosa”.

DAVID  4  Dopo pochi minuti colpisce il palo di testa ed invece di capire che è vicino alla rete, si abbatte come sempre gli accade. Per gentile concessione dei compagni (sarà poi vero?) si trova a mettere la palla sul dischetto per regalare alla Juventus il vantaggio anche meritato. Rovina tutto con un tentativo di “scavetto” centrale, respinto da Falcone. E così, invece di trovare la via della redenzione, imbocca la porta degli inferi. Comolli, dammi l’algoritmo che te lo distruggo!

SPALLETTI  5  Per carità, il mister ha esperienza, conoscenza, autorevolezza. E’ un gran lavoratore di campo. Quando però sbaglia, lo fa a 360°, senza esclusione di sconcertanti scelte. La squadra si esprime bene con 3 – 5 – 2 ? Bene, facciamo la difesa a 4, tanto il Lecce è una squadra scarsa… Conseguenze: sui ripiegamenti la linea difensiva fatica ad allinearsi e Combiaso se ne accorge a sue spese ed a spese dei compagni. Conceiçao così largo come previsto dal 4 – 2 – 3 – 1 non si ritrova, fa rincorse faticose per avere la meglio e mai, dico mai, entra nel campo, come fatto contro la Roma e goal. Gli esperimenti si fanno a risultato acquisito, non quando servono i 3 punti come l’oro, mister. A Napoli, mentre la squadra provava a rimontare, Spalletti tolse le due punte e buonanotte al secchio. Stavolta, mentre occorre ordine e tranquillità in mezzo, fa che togliere tutto il centrocampo e il gioco chi lo fa? Boh, ma speriamo in Yildiz. La gestione del calcio di rigore è oggetto di studio nelle università di medicina che approfondiscono le regressioni mentali in soggetti già di per sé labili: il calcio è fatto per gli spietati, non per i soggetti da “Libro Cuore”. Occasione buttata alle ortiche di una gravità indecifrabile, ma grave assai. Altri punti che mancano e per colpa della squadra, dell’allenatore e di dirigenti non all’altezza.

                                                   Marco Edoardo  SANFELICI