Magnússon, ricordi di Juve: "Mi allenavo con Del Piero e segnavo a Buffon, che sogno!"
Ci sono esperienze che, anche a distanza di anni, continuano ad avere il sapore di un sogno. Per Hörður Björgvin Magnússon, una di queste porta inevitabilmente alla Juventus. Arrivato dal Fram nel 2011, appena diciottenne, il difensore islandese ha trascorso cinque stagioni in bianconero, tra settore giovanile e prestiti a Spezia e Cesena, prima di lasciare definitivamente Torino nel 2016, direzione Bristol City. Un periodo senza mai riuscire a esordire in prima squadra, ma vissuto quotidianamente accanto ad alcuni dei più grandi protagonisti della storia recente juventina.
Dopo la partita di Nations League tra Islanda e Lussemburgo, allo Stade de Luxembourg, Magnússon ha riaperto quell'album dei ricordi, raccontando cosa abbia significato per lui passare dal calcio islandese a un club come la Juventus e condividere lo spogliatoio e gli allenamenti con Buffon, Del Piero, Chiellini, Bonucci, Pirlo, Grosso, Toni e Iaquinta. “Era un grande sogno per un giovane calciatore islandese andare in Italia e avere Buffon alle tue spalle e tutti questi giocatori di altissimo livello al tuo fianco. Ho avuto la possibilità di vivere quell'esperienza con loro e ho imparato tantissimo in quegli anni!”, ha raccontato in un'intervista esclusiva a Gianlucadimarzio.com.
La prima squadra non era soltanto un'ipotesi lontana. Magnússon racconta di essere stato costantemente a contatto con quei campioni, allenandosi insieme a loro ogni giorno: “Ero vicino a loro e mi allenavo con loro ogni giorno. Magari non ho giocato partite di Serie A poi, ma ero sempre con loro in allenamento, giorno dopo giorno, mentre nel fine settimana giocavo con la Primavera. Per me era qualcosa di completamente diverso confrontarmi con quei giocatori”.
Tra tanti campioni, alcuni hanno lasciato un ricordo ancora più profondo. “Direi Buffon e Chiellini. Gigi è una brava persona, molto tranquilla e non si arrabbia facilmente. Anche Chiellini. Può essere un 'animale' in campo, ma è una bella persona. E non dimentichiamo Pirlo! Anche Del Piero era una brava persona e aiutava tutti quelli che aveva intorno. Non era il giocatore più veloce, ma era il più intelligente e sapeva sempre cosa fare!”. Un bagaglio di insegnamenti che Magnússon ha portato con sé anche negli anni successivi, compresi quelli ricevuti da Antonio Conte: “Per un difensore centrale poi potevi imparare molto dal calcio di Antonio Conte, ad esempio nel giocare palloni diagonali e nell'essere più un regista dalla difesa. È qualcosa che ho imparato allora e che utilizzo ancora oggi”.
E poi c'è Buffon, osservato da bambino dall'altra parte del campo e ritrovato qualche anno dopo come compagno di allenamento. Magnússon ricorda anche le volte in cui è riuscito a batterlo in allenamento: “No, no! Qualche volta sono riuscito a segnargli (ride, ndr) ed era una sensazione strana! Quando sono cresciuto in Islanda, lo avevo visto giocare contro il mio paese da bambino: io ero un raccattapalle e vederlo lì, davanti a te, come portiere contro la tua nazionale era qualcosa di incredibile. E poi mi sono ritrovato a giocare e ad allenarmi al suo fianco... un sogno diventato realtà! Soprattutto per uno come me, che da giovane tifava Juventus. È ancora tutto un sogno!”.
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