Montero: "Lippi mi ordinò di non firmare con l'Inter. Nella Juve un gol in allenamento pesava"
In una recente intervista a Diretta.it, Paolo Montero, ex difensore della Juventus e allenatore della Next Gen bianconera, ha ricordato i momenti più importanti vissuti indossando la maglia della Vecchia Signora: "Inizialmente ebbi un paio di incontri con Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola per trasferirmi all'Inter, ma al primo incontro non raggiungemmo un accordo. Due giorni dopo mi richiamarono; non avendo un procuratore all'epoca, andai da solo a Milano e raggiungemmo un accordo verbale. Qualche tempo dopo ero a Bergamo con la mia famiglia e ricevetti una telefonata da Marcello Lippi. Lui mi ordinò di non firmare nulla con l'Inter e di raggiungerlo immediatamente a Torino. Partii quella stessa sera con mio fratello e a mezzanotte firmai il contratto con la Juventus e Luciano Moggi".
La Juventus più forte in cui ha giocato?: "La prima squadra che trovai al mio arrivo era fortissima. Tuttavia, sono convinto che la formazione degli anni successivi, con l'aggiunta di Edgar Davids e di giocatori come Zidane, Del Piero, Inzaghi, Vieri e Deschamps, fosse senza dubbio la più forte in cui mi sia mai trovato a giocare. Senza dubbio dirigenti come Moggi e Giraudo, ma a trasmetterla quotidianamente era soprattutto lo "zoccolo duro" italiano dello spogliatoio: campioni come Peruzzi, Ferrara, Conte, Pessotto, Di Livio, Tacchinardi, Torricelli e Lombardo. Trasmettevano il senso della "famiglia". In un ambiente simile era naturale acquisire quella mentalità. Ricordo un episodio emblematico: in una partitella di allenamento una squadra stava vincendo 5-0; subì un gol all'ultimo minuto e vidi alcuni compagni prendere a calci le borse per la frustrazione".
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