Pedullà attacca sul caso FIGC: «Paga un capro espiatorio, ma a casa dovrebbe andare più di uno»
Alfredo Pedullà torna all’attacco. Nel suo intervento su YouTube, il giornalista riprende il caso legato alla FIGC e al commissariamento di Giovanni Malagò, concentrandosi su un aspetto che considera emblematico del sistema calcio italiano: la tendenza a individuare un solo responsabile, lasciando fuori tutti gli altri.
Al centro della sua analisi c’è la posizione del segretario Brunelli, che secondo quanto ricostruito da Pedullà sarebbe destinato a pagare per il vizio di forma emerso nella vicenda. Una soluzione che non convince il giornalista, convinto che le responsabilità vadano valutate in maniera più ampia. «Dovrebbe pagare una sola persona? E tutti gli altri dov’erano?», si domanda Pedullà, contestando quella che definisce una ricerca del capro espiatorio.
Per rendere più chiaro il concetto, ricorre all’esempio della scuola guida: se un documento necessario non viene segnalato prima dell’esame, non può essere soltanto chi materialmente commette l’errore a risponderne. La critica si allarga quindi ai vertici del sistema, ministro compreso. Per Pedullà, non basta individuare un singolo responsabile: occorre capire chi abbia contribuito alla situazione e perché non siano state accertate prima tutte le condizioni necessarie. Senza un’assunzione collettiva di responsabilità, sostiene il giornalista, parlare di riforme rischia di essere inutile.
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