Pedullà: "Spalletti uomo solo al comando? E su Vlahovic è davvero una scelta o un ripiego?"

Pedullà: "Spalletti uomo solo al comando? E su Vlahovic è davvero una scelta o un ripiego?"TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:42Altre notizie
di Massimo Reina
Il tecnico toscano al centro di tutto: ma la Juventus, oggi, non può permettersi di scegliere per mancanza di opzioni...

Il quarto posto come ancora di salvezza. La Champions come linea sottile tra progetto e resa dei conti. E al centro di tutto una figura: Luciano Spalletti. A riportarlo è il giornalista Alfredo Pedullà che nella sua consueta disamina giornaliera sul suo profilo ufficiale YouTube sostiene che a Torino l’idea che prende corpo è chiara: affidargli non solo la panchina, ma le chiavi tecniche del futuro. Un allenatore-manager, con l’ultima parola sulle scelte decisive.

Dopo i rinnovi recenti, le conferme si sono moltiplicate. La sensazione è che si voglia costruire una continuità attorno al tecnico, evitando nuovi ribaltoni a maggio. Perché un’altra stagione fuori dalla lotta scudetto già a febbraio, con la qualificazione Champions in bilico, sarebbe l’ennesimo segnale di una programmazione che non funziona.

Il nodo è sempre lo stesso: l’attaccante. A gennaio si è girato attorno al problema senza affondare il colpo. Prezzi alti, clausole, ingaggi fuori scala. E ora il grande interrogativo riguarda Vlahovic. La domanda è semplice ma pesa: un’eventuale conferma sarebbe una scelta convinta o un piano B travestito da rilancio? Perché fa tutta la differenza del mondo. Se credi davvero nel giocatore, costruisci attorno a lui e lo metti nelle condizioni ideali, anche contrattuali, ma dentro parametri sostenibili. Se invece torni su di lui perché il mercato non ti ha portato altrove, allora è un compromesso. E i compromessi, alla lunga, si pagano.

C’è poi il tema economico: difficile immaginare offerte da oltre dieci milioni netti a stagione, anche a parametro zero. Il mercato oggi è più selettivo. E allora la Juventus deve decidere: abbassare il tetto, ridisegnare il contratto, oppure cambiare strada. Nel dibattito è spuntata persino una provocazione tecnica: adattare un difensore come centravanti per sfruttarne istinto e tempismo, visto che in alcune occasioni ha mostrato senso del gol più di attaccanti ben più celebrati. Suggestione? Forse. Ma racconta il disagio di una squadra che non trova continuità sotto porta.

Alla fine il punto resta uno: se confermi Vlahovic, lo fai perché lo consideri un valore aggiunto nel pieno della maturità tecnica e mentale. Se invece lo tieni perché le alternative costano troppo o non arrivano, stai semplicemente tornando al vestito che avevi nell’armadio. E la Juventus, oggi, non può permettersi di scegliere per mancanza di opzioni. Deve scegliere per convinzione.