Per acciuffare la Champions alla Juventus servirà un ritmo da Scudetto
La Juventus si sta riunendo alla Continassa, Luciano Spalletti sta ritrovando alla spicciolata i 15 bianconeri in giro per il mondo per la pausa Nazionali. C'è chi è tornato con un sorriso grande così come Yildiz, il quale ha conquistato il pass per il Mondiale con la sua Turchia battendo il Kosovo del compagno Zhegrova, e anche chi è reduce da una batosta enorme, gli azzurri Gatti, Locatelli e Cambiaso in un'Italia rimasta a casa per la terza edizione di fila. Adesso l'allenatore cercherà di far resettare tutto, energie positive o negative che siano, e di concentrarsi solo ed esclusivamente sul finale di stagione, anche perché la Juve si sta giocando tantissimo. E, anzi, ad oggi avrebbe addirittura fallito l'obiettivo più grande, quello della qualificazione in Champions. Il pareggio contro il Sassuolo prima della pausa ha nuovamente complicato i piani, ora bisogna recuperare ben quattro punti a un Como che sembrava inarrestabile.
Ma qual è la quota Champions? Secondo i calcoli di gennaio del tecnico del Milan Allegri era fissata intorno ai 74 punti, la storia recente dice che ne bastano meno: in tre degli ultimi quattro campionati, ne sono bastati 70 per agguantare il quarto posto. Oggi, però, il Como ne ha già 57 e mancano ancora otto giornate, quindi 24 punti totali, e la squadra di Fabregas ha una velocità di crociera per superare quota 72. Di conseguenza, la Juve dovrà tenere un ritmo quasi da scudetto, perché servirà tenere una media superiore ai due punti a partita. L'1,86 garantito da Spalletti da quando si è insediato alla guida dei bianconeri non basta, già ad aprile Locatelli e compagni dovranno dare risposte importanti: il ritorno in campo appare soft sulla carta con l'impegno allo Stadium contro il Genoa nel lunedì di Pasquetta, poi ci saranno le trasferte a Bergamo contro l'Atalanta e a Milano contro i rossoneri con in mezzo la gara casalinga contro il Bologna. (ANSA)
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