Serie A, allarme infortuni: 92 giocatori ai box. Juve, anche Spalletti paga un conto salato

Serie A, allarme infortuni: 92 giocatori ai box. Juve, anche Spalletti paga un conto salatoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 12:30Altre notizie
di Massimo Reina
fonte Corriere dello Sport
L'emergenza infortuni coinvolge tutto il campionato: tra titolari e seconde linee, quasi tutte le squadre devono fare i conti con assenze pesanti.

Novantadue giocatori indisponibili. È il numero che fotografa l'emergenza infortuni della Serie A alla vigilia dell'undicesima giornata. Un problema ormai ricorrente, che ogni stagione torna a condizionare il lavoro degli allenatori e a mettere in difficoltà le società, costrette a fare i conti con rose decimate e calendari sempre più impegnativi.

Nell'analisi pubblicata dal Corriere dello Sport, si evidenzia come le squadre maggiormente coinvolte siano soprattutto quelle impegnate su più fronti. Napoli, Roma, Atalanta, Milan, Juventus e Como hanno perso giocatori importanti, ma il problema attraversa l'intero campionato, senza risparmiare neppure le formazioni con impegni meno ravvicinati.

A pesare non sono soltanto i numeri, ma soprattutto il valore degli indisponibili. In molti casi si tratta di titolari e prime scelte, elementi difficilmente sostituibili senza modificare gli equilibri tattici. Gli allenatori si ritrovano così a dover reinventare continuamente le proprie squadre, rinunciando alla continuità e alla possibilità di lavorare con un gruppo stabile.

La Juventus è tra le società che stanno pagando un prezzo particolarmente alto. Nella lista delle prime scelte indisponibili figurano Kenan Yildiz e Manuel Locatelli, mentre tra i titolari costretti ai box compaiono anche Khephren Thuram, Zeki Celik, Nico González e Francisco Conceição. Un quadro che spiega parte delle difficoltà incontrate da Luciano Spalletti nella gestione della squadra. Al netto di qualche errore tattico e di gestione della gara da parte del tecnico toscano, le assenze hanno limitato le possibilità di scelta dell'allenatore, costringendolo a cambiare assetto e a trovare soluzioni alternative per mantenere competitiva la squadra. Non a caso Spalletti ha dovuto spesso fare affidamento su giocatori inizialmente considerati seconde linee.