Spalletti: “È in atto una ricostruzione, Elkann è stato un incontro prezioso. Su Yildiz e Vlahovic…”

Spalletti: “È in atto una ricostruzione, Elkann è stato un incontro prezioso. Su Yildiz e Vlahovic…”TUTTOmercatoWEB.com
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di Claudia Santarelli
Luciano Spalletti parla nel corso di una lunga intervista della sua esperienza alla Juventus.

Nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Tuttosport, Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, parla della sua esperienza attuale in  bianconero.

"Ricostruzione? Sì, è in atto un cambiamento. Lo raccontano i nuovi vertici societari: la proprietà, però, resta la stessa ed è un bene. Ora abbiamo bisogno di maturazione e di tempo, va fatto qualche passo in linea con quello precedente. L’inizio non è stato felicissimo: c’è questa sconfitta col Sassuolo che fa male, ma siamo sulla buona strada. Vedo delle cose corrette per riprendere quel livello, quel ritmo e quel gioco di squadra che l’anno scorso abbiamo fatto vedere per diverso tempo".

"Elkann? Devo dire che Elkann ha una dote in particolare: la semplicità, quella che ti permette di entrare subito in contatto con chi si ha di fronte. Per me è stato un incontro prezioso: capisci subito l’autenticità delle sue conoscenze e delle sue esperienze".

"Modello alla Juve? Sicuramente Gianluca Vialli. Da giocatore mi sbatteva per terra nei contrasti, poi mi dava la mano e mi sorrideva. Così viveva il calcio. Portava potenza, sorriso e rispetto sul campo. Ti buttava giù come un gladiatore e ti rialzava come un fratello: capivi subito chi fosse davvero".

"Critiche sul mio modo di essere? Chi si è accanito in passato su di me ha perso il proprio tempo. Tutta fatica sprecata. Mi sono sempre criticato da solo. Sono il più bravo a non concedermi alibi e scuse. Di fronte agli eccessi, di critiche e lodi, prendo sempre solo una parte per migliorarmi".

"Essere disprezzati? Dobbiamo aumentare tutti la nostra capacità di essere disprezzati: io ho imparato a gestirlo, mi hanno scritto di tutto. Ho dato testate alla scrivania, ho citato le Galline del Cioni. In famiglia siamo delle belvette: mio fratello quando tornavo a casa mi guardava e mi urlava “Grande, stiamo sui coglioni a tutti, vuol dire che stai facendo un lavoro perfetto”. Ecco, cerco di non dimenticare mai quell’insegnamento, quella gioia nel prendere di petto il disprezzo. Perché solo l’accettazione del disprezzo, il sapere che non si può piacere a tutti, rende liberi di essere se stessi".

"Vlahovic non ancora al massimo? Perché deve ancora raggiungere la tranquillità. Deve trovare un equilibrio personale, perché si incasina da solo: se gli dai troppo gas e se gliene dai troppo poco. È questione di equilibrio, di temperatura emotiva da trovare".

"Yildiz leader?  Sì, gli riconosco lo scettro: è un bravissimo ragazzo, semplicissimo, proprio quello della porta accanto. Ma è leader. Non deve per forza parlare alla squadra. Ho avuto Nestor Sensini all’Udinese: non diceva una parola. Nemmeno salutava a volte. Ma il suo carisma costringeva tutti a seguirlo, era magnetico. Mette la cromatura alle giocate, le fa luccicare. Ogni sua giocata è un manufatto di ingegno. È uno che rompe il sistema: non sa neanche lui cosa possa fare. Inizia l’azione, ma non ha un piano prestabilito su che finta mettere in atto. Capita che qualcuno in allenamento legga in anticipo il movimento che lui farà. Ma Kenan passa lo stesso. Anche se lo conosci, non lo freghi: ha la follia nell’inventiva. Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro po’, ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata".