“Venite, mischiamoci”: la scena che racconta la distanza tra Spalletti e Comolli

“Venite, mischiamoci”: la scena che racconta la distanza tra Spalletti e ComolliTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:49Altre notizie
di Massimo Reina
fonte Tuttosport
Alla commemorazione dell’Heysel emerge un’immagine simbolica: il tecnico e il dirigente vicini solo per pochi istanti, poi le distanze riemergono.

Nel giorno del ricordo delle vittime dell’Heysel, la Juventus si ritrova davanti a una scena che va oltre la cerimonia e oltre il protocollo. Un’immagine silenziosa, quasi impercettibile, ma secondo quanto riportato da Tuttosport, sufficiente a raccontare uno stato d’animo che in casa bianconera sembra tutt’altro che sereno.

Alla commemorazione al memoriale “Verso Altrove” sono presenti i vertici del club: Ferrero, Ottolini, Pessotto, Garimberti e Claudio Chiellini. Damien Comolli arriva per primo, Luciano Spalletti lo raggiunge poco dopo. Un saluto rapido, formale, poi la distanza. Non è il contesto a permettere letture forzate: è una cerimonia intima, carica di memoria e rispetto, e nessuno si aspetta atteggiamenti diversi da sguardi raccolti e parole misurate. Eppure, la prossemica tra i due racconta altro. I due restano nello stesso spazio fisico, ma raramente nello stesso “perimetro umano”.

Per alcuni minuti la scena si cristallizza. Poi è Marco Ottolini a inserirsi come figura di collegamento, interlocutore più naturale tra le parti. Spalletti si rivolge più a lui, lo avvicina, gli appoggia una mano sul fianco. Comolli resta poco distante. Anche il momento delle fotografie conferma la sensazione: vicinanza formale, non sostanziale. Solo quando arrivano le istituzioni cittadine, il gruppo si allarga e si ricompone. È in quel frangente che Spalletti, quasi a spezzare ogni rigidità, invita tutti: “Venite, mischiamoci”. Una frase semplice, quasi banale. Ma in certe giornate, a Torino, anche le parole più leggere finiscono per pesare più del previsto.