Woltemade e il Newcastle: questione di testa...

Woltemade e il Newcastle: questione di testa...TUTTOmercatoWEB.com
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di Fabio Urbisaglia
L'arrivo last minute, l'impatto devastante, quell'errore imperdonabile, l'arretramento in campo, l'esito inevitabile. Storia di un'amore mai nato.

Per comprendere la stagione di Woltemade e il suo primo anno in Premier, al debutto assoluto fuori dal calcio tedesco, a soli 23 anni, è doveroso partire da una sua eloquente intervista, rilasciata alla Süddeutsche Zeitung lo scorso aprile.

Ma prima, un po’ di contesto. Riavvolgiamo il nastro, Il suo Newcastle annaspa, vive una situazione di classifica ben al di sotto delle aspettative. Alle tante critiche dei media inglesi, aspri e spietati come da tradizione, si aggiungono quelle dei colleghi tedeschi. Il ragazzo preoccupa, i suoi numeri non sono quelli del giocatore che aveva incantato in patria.

Dunque, l’intervista.

”Mi dà fastidio. Se qualcuno parla di un calo di forma, sostengo che non stia guardando molte partite del Newcastle”. E ancora: ”Non si può paragonare la media gol di una punta a quella di un centrocampista che gioca a 60 metri dalla porta avversaria. Ora sono un giocatore completamente diverso”.

Per comprendere la genesi di tutto, bisogna fare qualche passo indietro.

Dopo la stagione da assoluto protagonista nello Stoccarda di Sebastian Hoeneß, sul ragazzo di Brema si concentrano le attenzioni di tutta Europa. A fare sensazione sono i suoi numeri, 17 gol e 3 assist tra tutte le competizioni, oltre alla Coppa di Germania alzata al cielo, all’Olympiastadion di Berlino, in faccia all’Arminia Bielefeld, con gol in finale. Consiglio: per quelli che sostengono che non sappia vincere i duelli fisici, sfogliare la videoteca.

Caratteristiche uniche, due metri di sensibilità tecnica che violano le leggi della fisica, stigmate da predestinato.

Se dimostri di essere un crack in Bundesliga, nove volte su dieci il percorso è già segnato: vai in Baviera. Il Bayern, di fatto, lo corteggia, tratta, ma le offerte vengono sistematicamente declinate e solo una cifra fuori mercato può spostarlo.

Lo Stoccarda fa resistenza, vuole trattenerlo. E quando una sua permanenza sembrava ormai cosa fatta, ecco l’offerta che non si può rifiutare: i pound inglesi, 69 milioni per l’esattezza, scalfiscono anche le ultime resistenze dei Roten, e il ragazzone baffuto finisce nel nord-est inglese. Nel suo futuro c’è il Newcastle, che ripiega su di lui con una panic move dopo aver inseguito, senza successo, tra gli altri, nientepopodimeno che Hugo Ekitike, João Pedro e Benjamin Šeško.

Sarà all’altezza? I media inglesi sollevano dubbi sui costi dell’operazione e sull’effettiva bontà dell’affare. Ma l’impatto con la Premier League di Woltemade è stratosferico: ogni pallone che tocca, praticamente, gonfia la rete. Sei gol con i suoi primi sei tiri nello specchio della porta, comprese incornate potenti contro Arsenal e Wolves, un tocco di fino contro l'Union Saint-Gilloise e un clamoroso colpo di tacco a Brighton.

Il livello di autostima è tale da portarlo a calciare un rigore contro il Nottingham Forest in modo del tutto atipico: interno a mirare l’incrocio, carico di effetto, più simile all’esecuzione di un calcio di punizione che a una realizzazione dal dischetto. Woltemade in purezza.

Numeri impressionanti, ma insostenibili sul lungo periodo. Tanto che, col rientro graduale del compagno di reparto, Wissa, Howe comincia ad arretrarne la posizione in campo, allontanandolo sempre di più dall’area di rigore. Non a caso i dati mostrano un calo inevitabile in fase realizzativa, condizionato dalla proposta di gioco del tecnico, a dispetto dell'atteggiamento sempre propositivo del calciatore. Anche in questo nuovo ruolo, la disponibilità e lo spirito di adattamento sono encomiabili.

C’è, però, uno spartiacque importante nella stagione del tedesco, che in molti non conoscono e altri sottovalutano, ma che segna una svolta in negativo all’interno della sua d'annata.

È il 14 dicembre, la stagione dei Magpies è già complicata, il calendario prevede il derby contro il Sunderland. Neopromosso, autore di una stagione superlativa, guidato dalla regia maestosa di Xhaka e dallo scarto della Roma Le Fée, con una classifica migliore rispetto ai bianconeri. Per di più, lo score in campionato contro gli acerrimi rivali vede una serie negativa di 10 match senza vittorie per i bianconeri.

Partita bloccata, avara di emozioni. Ma al primo minuto della ripresa ecco che accade l’imponderabile: a sbloccare la gara è l’atteso Woltemade. Purtroppo per lui, però, e per i suoi compagni, il colpo di testa finisce nella porta sbagliata: un maldestro tentativo di liberare l’area su un cross avversario finisce per trafiggere Ramsdale.

Seguono gli sfottò dei tifosi dei Black Cats con tanto di standing ovation dedicata al tedesco a fine partita, per l’ennesimo derby senza vittorie in Premier contro gli acerrimi rivali. Da quel colpo di testa sbagliato, la storia tra Woltemade e la sua nuova squadra non sarà più la stessa. Al netto di qualche acuto, vedi la reazione immediata nel match successivo con una doppietta contro il Chelsea, e di un’attitudine sempre e comunque positiva, la narrazione sul ragazzo cambia drasticamente. E piano piano, complice anche una rivisitazione della proposta calcistica del "sarriano" Howe, sempre più contropiedista, il protagonismo del tedesco cala. Viene allontanato sempre più dall’area di rigore, fino quasi ad essere schierato da mezzala con licenza offensiva.

L’abnegazione del ragazzo resta encomiabile. Ma quel calcio di scatti prolungati e ripetuti, ricomposizioni continue, con compiti difensivi così marcati, spegne piano piano la fiamma del gigante di Brema. Quel gesto tanto atteso, ma non sempre a lui così congeniale, il colpo di testa, questa volta gli costa molto più di una semplice critica o uno sprone. Quella deviazione area nella propria area di rigore, emblematica di un rapporto con la su altezza quasi conflittuale, rappresenta la fine di un percorso forse mai davvero iniziato, di un amore mai davvero scoccato.

Woltemade e il Newcastle: l’ennesimo esempio di come nel calcio gli aspetti che rendono un matrimonio felice siano molteplici e a volte impronosticabili. Questione di cuore. O forse, a volte, è davvero solo una questione di testa…