Spalletti, e se la Juve cambiasse modulo? Il 4-3-2-1 può liberare Yildiz e Thuram

Spalletti, e se la Juve cambiasse modulo? Il 4-3-2-1 può liberare Yildiz e ThuramTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 08:05Calciomercato
di Massimo Reina
Il 4-2-3-1 non è un sacramento. Con Thuram mezzala e Yildiz-Alajbegović dietro la punta, la Juventus potrebbe forse rendere meglio.

Il 4-2-3-1 non è una malattia, naturalmente. Ma neppure una promessa di matrimonio. Se una squadra comincia a stare stretta dentro il proprio modulo, forse conviene cambiare il modulo prima dei giocatori. Alla Juventus la domanda potrebbe farsela Luciano Spalletti.

Il 4-3-2-1, quello che una volta veniva chiamato albero di Natale perché nel calcio si aveva ancora tempo per dare nomi alle cose, avrebbe qualche argomento dalla sua. Dietro servirebbero poche invenzioni: Kalulu, Bremer, Lucumí e soprattutto un terzino sinistro di livello, capace di andare e tornare senza trasformare ogni discesa in un viaggio della speranza.

La vera differenza sarebbe qualche metro più avanti. Kessié e un regista vero, di personalità, se arriveranno entrambi, e Thuram. Thuram soprattutto. Ha fisico, passo e quella qualità rara di chi può prendere il pallone in un posto e restituirlo trenta metri più avanti. Da mezzala sinistra avrebbe strada davanti, che per certi centrocampisti è come avere aria. Nel centrocampo a due, invece, ogni tanto sembra uno invitato a cena con l'obbligo di non alzarsi mai da tavola.

Kessié dall'altra parte porterebbe muscoli, inserimenti e mestiere. In mezzo servirebbe uno capace di dare ordine. Non necessariamente quello che corre di più: quello che sa dove devono correre gli altri. Poi ci sarebbero Yildiz e Alajbegović dietro la punta. Ed è forse qui che l'idea diventa interessante. Yildiz non avrebbe più l'obbligo di abitare sulla riga laterale come un casellante. Potrebbe partire da sinistra, entrare dentro, cercare la porta e il centravanti. In sostanza fare più spesso ciò che gli riesce meglio.

Alajbegović avrebbe il privilegio concesso ai giovani bravi: muoversi dove lo porta il pallone prima che qualcuno gli spieghi troppo presto dove dovrebbe stare. Davanti, naturalmente, servirebbe una punta vera. Il vantaggio sarebbe anche dietro ai titolari. McKennie, Locatelli e Cambiaso potrebbero formare un secondo centrocampo: l'americano a destra con i suoi inserimenti, Locatelli centrale, Cambiaso mezzala sinistra. Tre riserve, se proprio si vuole chiamarle così, senza dover inventare loro un mestiere nuovo ogni domenica.

Rimarrebbe il problema dell'ampiezza. Il 4-3-2-1 tende a portare tutti verso il centro, come succede davanti al buffet quando arriva il piatto migliore. Per questo il terzino sinistro diventerebbe fondamentale, mentre Kalulu potrebbe garantire maggiore equilibrio sull'altra fascia. Non sarebbe la rivoluzione d'ottobre. Sarebbe semplicemente un tentativo di adattare il sistema agli uomini invece di continuare ad adattare gli uomini al sistema. La Juventus negli ultimi anni ha cambiato parecchi giocatori e parecchie idee. Forse, questa volta, potrebbe bastare cambiare qualche metro.