Lucumí-Juve, tutto nasce da quella sfida a Conceição: Spalletti lo aveva già scelto?
Jhon Lucumí è ormai a un passo dalla Juventus. La trattativa con il Bologna è arrivata alle battute finali e, salvo clamorose sorprese, il difensore colombiano vestirà presto la maglia bianconera. Un'operazione che consegna a Luciano Spalletti un altro centrale mancino, ma che porta con sé anche una curiosa coincidenza: qualche mese fa, proprio all'Allianz Stadium, il futuro difensore della Juventus aveva acceso un duello personale con Francisco Conceição.
“Vallo a puntare”: quella sfida che fece infuriare Spalletti
Era Juventus-Bologna e Lucumí si trovò ad affrontare Conceição in uno dei tanti duelli sulla fascia. Il colombiano, dopo aver chiuso sull'esterno portoghese, iniziò ad applaudirlo in maniera ironica, invitandolo di fatto a puntarlo e a cercare l'uno contro uno.
Un gesto di personalità, forse anche di provocazione, che però non passò inosservato a Spalletti. Il tecnico bianconero reagì immediatamente, chiedendo al suo giocatore di accettare la sfida: “Vallo a puntare, vuole che tu lo vada a puntare”.
La scena raccontava qualcosa di Lucumí che oggi, con il suo arrivo a Torino, assume un significato ancora più interessante. Perché sfidare apertamente un giocatore come Conceição, uno dei migliori specialisti dell'uno contro uno della Juventus, significa avere una certa personalità.
Spalletti non aveva apprezzato la provocazione, tanto da andare a parlare direttamente con il colombiano al termine della partita. Ma quella scena, oggi, può essere riletta anche in un altro modo: il tecnico aveva avuto modo di osservare da vicino un difensore che non sembrava avere paura di affrontare nessuno.
Lucumí, un difensore che ama giocare con campo alle spalle
La personalità, però, non è l'unico motivo per cui la Juventus ha deciso di puntare su Lucumí. Il colombiano porta a Torino caratteristiche tecniche particolarmente interessanti per il modo in cui Spalletti vuole costruire la squadra.
Uno degli aspetti più importanti riguarda la capacità di difendere con tanto campo alle spalle. Durante la sua esperienza al Bologna, soprattutto sotto la gestione di Vincenzo Italiano, Lucumí ha dovuto abituarsi a giocare con la linea difensiva alta, accettando spesso di difendere in campo aperto.
Non è un dettaglio secondario. Una Juventus che vuole provare a mantenere un baricentro più alto e che in fase di possesso vuole portare molti uomini nella metà campo avversaria ha bisogno di difensori capaci di reggere anche quando alle loro spalle c'è spazio.
Lucumí ha velocità, forza fisica e una buona capacità di lettura dell'azione. Non è quindi soltanto un centrale che può difendere dentro l'area: è un giocatore che può essere chiamato a coprire grandi porzioni di campo.
Il mancino che mancava a Spalletti
Un'altra caratteristica fondamentale è il piede. Lucumí è un centrale mancino naturale e questo permette alla Juventus di aggiungere una soluzione che può diventare importante nella costruzione dal basso.
La presenza di un difensore mancino permette infatti di sviluppare l'azione con maggiore naturalezza sul centrosinistra, aprendo anche diverse possibilità nelle uscite palla al piede e nella gestione della prima costruzione.
In questo senso può completarsi bene con Bremer. Il brasiliano garantisce fisicità, aggressività e capacità di difendere l'area, mentre Lucumí può offrire caratteristiche differenti nella gestione del pallone e nella copertura degli spazi.
Non significa che la coppia sia già scritta, ma sulla carta è una combinazione che può avere una logica tattica interessante.
Lucumí e Kelly, concorrenza ma anche una possibile soluzione insieme
L'arrivo del colombiano non significherebbe necessariamente soltanto scegliere tra lui e Lloyd Kelly. I due possono infatti essere alternativi nel ruolo di centrale, ma in determinate situazioni possono anche convivere.
Kelly ha dimostrato di poter giocare da centrale mancino, ma possiede anche caratteristiche che gli consentono di essere utilizzato sulla fascia sinistra. E proprio questa duttilità potrebbe diventare preziosa per Spalletti.
Con Lucumí al centro, il tecnico potrebbe infatti valutare in alcune partite Kelly come terzino sinistro, con compiti più orientati alla copertura che alla spinta. Una soluzione che permetterebbe alla Juventus di avere maggiore solidità dietro e contemporaneamente di liberare altri giocatori in posizione più avanzata.
Non sarebbe una soluzione da utilizzare necessariamente sempre, ma rappresenterebbe un'altra possibilità all'interno di una rosa nella quale la duttilità tattica sembra essere uno degli elementi sui quali Spalletti vuole costruire.
E Cabal? Il suo futuro sembra sempre più lontano
L'arrivo di Lucumí ha inevitabilmente conseguenze anche sulle gerarchie del reparto. Juan Cabal può giocare sia da centrale sia da terzino sinistro, ma il colombiano non sembra aver convinto completamente durante la sua esperienza alla Juventus.
Non è un caso che il suo nome sia stato accostato proprio al Bologna nell'ambito della trattativa per Lucumí. L'eventuale partenza di Cabal permetterebbe alla Juventus di liberare uno spazio nel reparto e contemporaneamente di inserire un difensore che, almeno sulla carta, offre caratteristiche maggiormente aderenti alle esigenze attuali di Spalletti.
Un difensore per una Juventus più aggressiva
Il vero valore dell'operazione, quindi, non è soltanto aggiungere un centrale alla rosa. Lucumí sembra essere stato scelto anche per ciò che può permettere alla Juventus di Spalletti di fare davanti a lui.
Un difensore rapido, fisico, mancino e abituato a giocare con tanto campo alle spalle può consentire alla squadra di mantenere una linea più alta e di non rinunciare immediatamente alla propria struttura offensiva quando perde il pallone.
È una caratteristica particolarmente importante per una squadra che vuole aumentare il proprio livello di aggressività senza esporsi continuamente alle ripartenze avversarie.
Da quella provocazione a Torino: forse Spalletti aveva già visto qualcosa
Ed è qui che torna quell'immagine di Lucumí che applaude Conceição.
All'epoca era semplicemente un episodio curioso, una provocazione durante una partita. Oggi, invece, può essere riletto come una piccola fotografia delle caratteristiche del difensore che la Juventus sta per acquistare.
Personalità, coraggio nell'uno contro uno, aggressività e voglia di accettare la sfida. Qualità che non si possono misurare soltanto attraverso statistiche e numeri.
Spalletti quel giorno si era arrabbiato perché voleva che Conceição accettasse la provocazione e puntasse il difensore. Qualche mese dopo, quello stesso Lucumí potrebbe diventare un giocatore della sua Juventus.
Forse è soltanto una coincidenza. O forse, osservandolo da vicino in quella partita, Spalletti aveva già capito che quel difensore poteva essere utile alla sua idea di Juventus.
Adesso resta soltanto da aspettare l'ultimo passaggio. Poi Lucumí sarà bianconero e quella sfida con Conceição, da episodio curioso di una partita di campionato, potrebbe diventare il primo capitolo di una nuova storia a Torino.
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