A Bergamo la forza di una vittoria non scontata che vale il secondo posto

A Bergamo la forza di una vittoria non scontata che vale il secondo postoTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 8 maggio 2023, 17:49Editoriale
di Antonio Paolino
Nella giornata degli scontri incrociati per la zona champions vincono Juve, Inter e Milan. A perdere i soliti deficienti dagli spalti

Un turno di campionato neppure bestiale - se non per i cori questa volta all'indirizzo di Vlahovic - che rilancia con tre vittorie nette Juve, Inter e Milan. A farne pesanti spese in classifica l'Atalanta e le due squadre romane, brave quest'ultime a scaricare le proprie responsabilità sulle solite irragionevoli quisquilie. La vittoria di Bergamo ha un peso doppio perché arriva contro una delle squadre più in forma del momento e soprattutto perché ripropone i bianconeri come seconda forza del campionato. Vincere contro l'Atalanta, gestendo il loro gioco aggressivo senza subire reti, riporta fiducia su quelle che erano e devono rimanere i punti di forza del gruppo di Allegri. Per migliorare poi le cose servirà conoscere attorno a chi ruoterà il progetto del prossimo anno: in discesa Allegri con un sempre più probabile Giuntoli come nuovo direttore sportivo

Certezze - Il corto muso del gol di Illing si è allungato allo scadere col raddoppio di Vlahovic. In mezzo il giusto spirito di squadra che ha portato a difendersi con lucidità, tenendo lontani i pericoli e facendo stancare così i muletti atalantini. I bianconeri stanno meglio fisicamente, non sono cambiati sotto il profilo del gioco, ma risultano più efficaci dal punto di vista organizzativo. La condizione, fisica e mentale, l'hanno migliorata sapendo di doversi giocare tutto nelle prossime tre settimane. Il compito lo favorisce anche l'atteggiamento dell'avversaria. Si sa che la Juve aspetta quasi sempre la prima mossa e affonda i colpi approfittando delle giocate dei suoi migliori giocatori. Ecco perché – per assurdo non calcistico – passare in vantaggio contro una squadra votata alla costruzione del gioco rende l'impresa non scontata, ma assai probabile. E chissà quanti, me compreso, all'annuncio della formazione hanno manifestato dissenso per l'impiego di Rugani e Alex Sandro a scapito di almeno uno tra Bremer, Gatti e magari Bonucci convinto di festeggiare la 500esima partita in bianconero. Ma anche per l'esclusione ripetuta di Chiesa o Vlahovic. Altro discorso l'avvicendamento di Kostic in chiave Europa League, l'obiettivo salva-stagione per rimandare ai (tanti) mittenti le pesanti critiche che ci si trascina dal ritorno in panchina dell'allenatore meno trendy del campionato. Il motivo? Il gioco poco spettacolare non può bastare come giustificazione. Soprattutto in una stagione così "bastarda" dove i nemici sono in ogni angolo del campo e non solo.

Cori – Questa volta è toccato a Vlahovic, la prossima a qualcun altro, e poi a qualcun altro ancora. I cori di qualsiasi natura non scompariranno dallo stadio. Sono realista, non pessimista. E chi si riempie la bocca con soluzioni di facciata si ricordi di non fare troppo intelligenti gli autori dei cori discriminatori e razzisti: la loro ignoranza e maleducazione li porterà a prendere la scena fin quando gli verrà data visibilità senza giuste pene. La risposta è quella data da Vlahovic col gol all'ultimo secondo e con la sola “grazia” del suo tiro all'incrocio. Il resto spetta alla società ospitante e alle autorità competenti. Anche a Bergamo, così come in ogni stadio, dovrebbe essere facile individuare questi deficienti per tenerli lontani (almeno) dalle manifestazioni luogo dei loro sfoghi cavernicoli.