A casa dei complottisti per ricordare a tutti chi siamo e come si vince. Siete pronti?

A casa dei complottisti per ricordare a tutti chi siamo e come si vince. Siete pronti?TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 11 gennaio 2023, 22:00Editoriale
di Vincenzo Marangio

La prima resa dei conti è ormai dietro l'angolo. Ma mentre per loro è LA partita, per noi è una capolista da impensierire prima e spodestare poi. Una partita da dentro o fuori? Più per loro che per noi, al momento il Napoli è la squadra da battere, da rincorrere e da rimontare, ma mentre loro non sono abituati a difendere la vetta e a vivere una stagione da favoriti, la Juventus conosce cosa significa scappare e rincorrere. Partenope è giovane e bella, la Vecchia Signora ha esperienza e consapevolezza.

Si comincia al Maradona, dove spesso al Napoli sono tremate le gambe, dove, però, i bianconeri non vincono dal marzo del 2019. Si comincia dalla necessità da parte della squadra di Spalletti di non perdere per non cadere nel secondo ko in 10 giorni facendo emergere fantasmi del passato pur conservando ancora un certo vantaggio che, però, concederebbe soltanto un bonus. Si comincia da una Juventus che ha due risultati su tre. Vincere ti porterebbe a - 4 e farebbe venire una crisi isterica a tutto il capoluogo campano, e soprattutto aumenterebbe l'autostima dei bianconeri che, partita dopo partita, si stanno ricordando cosa significa essere Juventus. Pareggiare lascerebbe inalterate le distanze, ma sarebbe un segnale di forza importante e aumenterebbe comunque le ansie in casa Napoli. Una sconfitta, naturalmente, ti rispedirebbe a - 10 quindi potrebbe farti perdere ogni speranza. Se fossi una squadra qualsiasi. Ma quando sei Juventus, la speranza viene uccisa soltanto dalla matematica.

Mi sbaglierò, ma ci sono diverse cose che mi rendono particolarmente ottimista. Prima di tutto il Napoli e il suo ambiente: la squadra vista contro l'Inter e anche contro la Sampdoria mi è parsa lontanissima parente di quella che, oggettivamente, ha fratto sfracelli in Italia e in Europa nella prima parte di stagione, Ma del resto lo sapevamo tutti che non poteva continuare a quei ritmi e quell'intensità. Poi magari innesta di nuovo la marcia giusta venerdì, ma dietro questo appannamento ci vedo pesantezza fisica, spinta emotiva appannata e paura di non riuscire a tenere il ritmo contro avversarie che ora, vedendoti come rivale conclamata al titolo, ti affrontano con il sangue agli occhi. Verrò magari smentito venerdì, ma se avessi dovuto scegliere un momento in cui affrontare il Napoli avrei scelto questo.

Anche perché, viceversa, la Juventus, nelle cose belle e in quelle brutte, ha ricominciato esattamente da dove aveva lasciato. Gioco poco spettacolare, mentalità da provinciale, tanti infortuni, ma con due aspetti affatto trascurabili: la squadra vince e non subisce gol. O, se preferite cambiare l'ordine delle parole, non subisce gol e quindi vince. Perché, in realtà, credo sia esattamente questo il disegno di Allegri: risparmiare forze (non potendo rifare una preparazione evidentemente impostata male ad inizio stagione), limitare i danni per più tempo possibile (non potendo disporre per infortuni vari dei giocatori migliori) e affondare nell'ultima mezzora o venti minuti, facendo valere i valori di cui si dispone e che sanno come si ferisce al momento giusto. Il canovaccio cambia soltanto in un caso: se la vai a prendere. Ma se ti vai a prendere questa squadra devi essere molto molto bravo a guardarti le spalle, perché i contropiedisti che ha la Juventus li hanno poche squadre ed è un atteggiamento tattico che Allegri sa sfruttare molto bene, chiedere ad Inter e Lazio. 

Eccolo il trappolone. Sono curioso di conoscere la formazione che sceglierà Allegri, ma sono certo che se Rabiot sarà in campo, Paredes entrerà nel finale; se gioca Di Maria, Chiesa entrerà quando bisognerà "uccidere" l'avversario con Milik o Kean, difficilmente con entrambi in campo insieme. Perché Allegri ora conosce la rotta per arrivare fino in fondo e la seguirà fino alla fine...