Da tifoso Juventino ai tifosi juventini: buon 5 maggio!
Caro tifoso juventino ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità, il campionato vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va… Non va ad esempio che tu non sappia minimamente godere delle gioie del tifo. Non dico di dichiarare festa nazionale quando vinci uno scudetto come è successo a Napoli, ma almeno non vomitare parole di critica su tutto quello che accade. Vinci di misura e non va bene, vinci alla grande e parli di culo. Alzi la coppa (nazionale) e vuoi lo scudetto, vinci lo scudo e vuoi la Champions, hai le stelle e non esci nemmeno di casa a festeggiare. Addirittura a volte speri di perdere perché possano esonerare il tuo allenatore e quando lo esonerano ti lamenti di quello successivo e poi rivuoi l’altro e poi riduci il tuo tifo ad un’analisi fredda di quello che non va. Mi viene da pensare che se non riesci più a provare la gioia di un gol, di una squadra titolata, di una felicità cieca, perché così dovrebbero essere il tifo, forse hai sbagliato sport o più probabilmente squadra.
Squadra è una parola meravigliosa perché implica complicità, abnegazione, spirito di sacrificio e fiducia. Fare squadra significa sostenersi, lottare, condividere l’orgoglio dell’appartenenza. Se non senti più questo non ha più senso seguire la tua squadra. Guardare sempre al di fuori, cercare sempre colpe altrui è il modo più semplice per non guardarsi dentro. Sai cosa ti consiglio di fare oggi che è il 5 maggio, data che tanta gioia inaspettata ti ha regalato qualche anno fa? Ripensa allo stupore, al tifo, ai gol di Poborsky, a quel tricolore esploso in uno spogliatoio tanto distante da casa, ritrova il senso di appartenenza e smetti di guardare soltanto a cosa non va. Per poterci ridere sopra, per continuare a sperare. La rabbia è il peggiore degli alleati e se vuoi vincere di nuovo, devi fare pace con la TUA squadra.
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