Dopo CR7 ecco il Cristiano giusto per rilanciare la Juve
Cinque anni fa Ronaldo e adesso un altro Cristiano che di cognome fa però Giuntoli, ma che non si potrà più permettere certe spese folli – diversamente da Paratici&C. - per assicurarsi i fenomeni, ma che dovrà scovare talenti garantendo prima di tutto la sostenibilità delle casse bianconere. Insomma un cambio di rotta non indifferente per il quale serviva l'individuazione di un pragmatico uomo di campo maturato a suon di idee, gavetta e spese contenute. La fumata bianca è arrivata all'ultimo giorno utile per evitare di compromettere l'operazione portante della rifondazione societaria. Il matrimonio era annunciato da tempo e programmato, per i ben informati, per l'inizio di luglio. Non per coloro che dopo averlo amato a Napoli hanno cominciato a non considerarlo più l'architetto principe dei successi partenopei. De Laurentis ha fatto il suo gioco, ricavandoci il massimo del risparmio su bonus e premi scudetto, prima di aprirgli la porta verso la destinazione sognata. Magari con l'aggiunta di un piccolo gesto scaramantico per esorcizzare le qualità mostrate negli otto anni anche faticosi all'ombra del Vesuvio e culminate con la vittoria di uno storico scudetto.
Uomo di calcio - Per i tifosi juventini rappresenta la provvidenza, a dirla con sacrilegio, ma per chi lo ha scelto per il rilancio è semplicemente l'uomo di calcio che mancava e che dovrà prima di tutto trovare la giusta sintonia con Allegri. E la telefonata tra i due sembra essere già arrivata per limare le differenze di vedute e per certificare la piena condivisione del progetto di rilancio che li vedrà fianco a fianco dal 10 luglio. Facile individuare le operazioni top di super-Giuntoli: il georgiano Kvaratskhelia, ingaggiato ad una cifra inferiore rispetto a qualsiasi altro giocatore della rosa bianconera, come pure quelle delle promozioni del Carpi quando gli uomini di punta furono Kabine e Lasagna acquistati per un tozzo di pane e rivenduti producendo sostanziosi ricavi. Anche il rimpianto Haaland – così come per Paratici che gli preferì Kulusesky – lascia capire quanto le strategie di Giuntoli contemplassero i cosiddetti piani B. Sfumato il trasferimento, il Napoli ripiegò su Osimhen. Alla faccia del ripiego. Ma un buon dirigente si vede anche nel momento delle cessioni: da Insigne a Mertens, passando per Koulibaly e Fabian Ruiz.
Juve – Da oggi la sua nuova avventura passerà dalle relazioni che riuscirà a intrecciare con chi il mondo Juve lo conosce già bene anche se molto sarà da costruire da zero. Nell'ultima drammatica stagione la Juve ha fallito in Champions, ma sul campo ha centrato il terzo posto. Manna concluderà le operazioni in uscita, a Giuntoli si chiederà di riempire le caselle che rimarranno vuote. Parisi e Castagne sono già opzionati. Nell'ombra bisognerà tenere nascosto il nome della cessione eccellente preparando il sostituto con un colpo ad effetto. Ma a conti fatti, senza strapagarlo e con i numeri a suo favore. Solo così, vendendo Chiesa o Vlahovic, potrebbe scoccare l'inizio dell'era Giuntoli alla Juve. Ma senza promettere "stelle" costose.
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