Il giusto compromesso
Giovanni Carnevali sta lavorando giorno dopo giorno per prendersi la Juventus. Un processo che richiederà del tempo, anche se avendo effettuato il cambio di capo dell’area sport a mercato in corso impone al nuovo ad e dg bianconero di fare in fretta. Il primo step è stato quello di farsi ragguagliare sui conti, perché ogni discorso non può che partire dalla disponibilità economica, dai paletti imposti dall’UEFA e dall’indice di liquidità dei regolamenti nostrani.
Il secondo passo, invece, riguarda la ricognizione delle strutture e dei vari staff. C’è da capire come rimettere in moto la macchina organizzativa, se manca qualcosa o se addirittura c’è anche troppo. Per esempio, la figura del direttore tecnico potrebbe essere superflua se rimanesse Marco Ottolini e arrivasse anche Matteo Tognozzi o chi per lui. Inevitabilmente, uno dei nodi è rappresentato dallo scouting, perché nei momenti di magra bisogna sicuramente lavorare di idee e portare su in prima squadra qualche elemento del settore giovanile.
Ci vuole il giusto compromesso, insomma, tra spese importanti e colpi low cost, tra giovani e elementi esperti. Così come ci vuole il giusto compromesso tra le richieste dell’allenatore e le linee guida della società. Luciano Spalletti ha chiesto e ottenuto di contare di più in sede di mercato, ma non potrà essere accontentato su tutto. Luciano Moggi dice che lui le squadre le faceva a prescindere dall’allenatore, che poi doveva adeguarsi e trovare la quadra. È chiaro che se prendi giocatori forti è più semplice per qualunque allenatore metterli in campo e farli interagire. Così come se ti affidi interamente ad un allenatore, che li sceglie in base al suo credo e alle sue conoscenze, potrebbe prospettarsi un percorso di crescita più lineare.
In realtà, come insegna la recente gestione Giuntoli-Motta, l’ideale è il giusto compromesso: l’allenatore deve giustamente dire la sua ni sede di mercato e fissare degli identikit ideali, ma non dovrebbe mai avere pieni poteri in entrata e in uscita. Il rischio, infatti, è quello di creare una rosa che in caso di cambio di allenatore risulti per altri totalmente "inallenabile", come successo in parte con Tudor prima e Spalletti poi.
Il tecnico di Certaldo è già stato accontentato con l’allontanamento di Damien Comolli, ora però dovrà fare la sua parte mostrando equilibrio e buon senso. Carnevali è con ogni probabilità il meglio che si potesse prendere sulla piazza al momento e di sicuro di costruzione di squadre se ne intende. Il dialogo dovrà essere fitto e quotidiano, ma a giudicare dai nomi che circolano in queste ore, non ci si dovrà fossilizzare solo su elementi già noti al tecnico. Servono le idee e lavorare tanto con olio di gomito. Solo così si potrà pensare di aprire un nuovo ciclo e non di trovarsi tra qualche mese con l’ennesimo anno zero per ricominciare tutto da capo.
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