Il giusto compromesso

Il giusto compromessoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Mirko Nicolino
Se vuole riaprire veramente un ciclo, la Juventus dovrà sì ascoltare le richieste di Spalletti, ma Carnevali dovrà al contempo dettare la linea

Giovanni Carnevali sta lavorando giorno dopo giorno per prendersi la Juventus. Un processo che richiederà del tempo, anche se avendo effettuato il cambio di capo dell’area sport a mercato in corso impone al nuovo ad e dg bianconero di fare in fretta. Il primo step è stato quello di farsi ragguagliare sui conti, perché ogni discorso non può che partire dalla disponibilità economica, dai paletti imposti dall’UEFA e dall’indice di liquidità dei regolamenti nostrani.

Il secondo passo, invece, riguarda la ricognizione delle strutture e dei vari staff. C’è da capire come rimettere in moto la macchina organizzativa, se manca qualcosa o se addirittura c’è anche troppo. Per esempio, la figura del direttore tecnico potrebbe essere superflua se rimanesse Marco Ottolini e arrivasse anche Matteo Tognozzi o chi per lui. Inevitabilmente, uno dei nodi è rappresentato dallo scouting, perché nei momenti di magra bisogna sicuramente lavorare di idee e portare su in prima squadra qualche elemento del settore giovanile.

Ci vuole il giusto compromesso, insomma, tra spese importanti e colpi low cost, tra giovani e elementi esperti. Così come ci vuole il giusto compromesso tra le richieste dell’allenatore e le linee guida della società. Luciano Spalletti ha chiesto e ottenuto di contare di più in sede di mercato, ma non potrà essere accontentato su tutto. Luciano Moggi dice che lui le squadre le faceva a prescindere dall’allenatore, che poi doveva adeguarsi e trovare la quadra. È chiaro che se prendi giocatori forti è più semplice per qualunque allenatore metterli in campo e farli interagire. Così come se ti affidi interamente ad un allenatore, che li sceglie in base al suo credo e alle sue conoscenze, potrebbe prospettarsi un percorso di crescita più lineare.

In realtà, come insegna la recente gestione Giuntoli-Motta, l’ideale è il giusto compromesso: l’allenatore deve giustamente dire la sua ni sede di mercato e fissare degli identikit ideali, ma non dovrebbe mai avere pieni poteri in entrata e in uscita. Il rischio, infatti, è quello di creare una rosa che in caso di cambio di allenatore risulti per altri totalmente "inallenabile", come successo in parte con Tudor prima e Spalletti poi.

Il tecnico di Certaldo è già stato accontentato con l’allontanamento di Damien Comolli, ora però dovrà fare la sua parte mostrando equilibrio e buon senso. Carnevali è con ogni probabilità il meglio che si potesse prendere sulla piazza al momento e di sicuro di costruzione di squadre se ne intende. Il dialogo dovrà essere fitto e quotidiano, ma a giudicare dai nomi che circolano in queste ore, non ci si dovrà fossilizzare solo su elementi già noti al tecnico. Servono le idee e lavorare tanto con olio di gomito. Solo così si potrà pensare di aprire un nuovo ciclo e non di trovarsi tra qualche mese con l’ennesimo anno zero per ricominciare tutto da capo.