Juve imbattuta sempre piaciuta
La Juventus batte anche il Chelsea in amichevole e ora sono tre i successi ottenuti nelle quattro amichevoli pre-campionato (un pareggio). È sempre calcio estivo, si sa, ma in un crescendo di livello di difficoltà, la Vecchia Signora è stata fin qui costante nel suo modo di approcciare le partite con solidità e compattezza, pur con moduli e modelli di gioco abbastanza ibridi.
Sono quattro i gol messi a segno dagli uomini di Luciano Spalletti, mentre alla casella dei gol subiti al momento c’è un grande zero. Un ottimo segnale se si considera che lo scorso anno, soprattutto nel finale di stagione, la qualificazione alla Champions League è svanita proprio per via di una fragilità difensiva che costringeva la Juve a prendere gol puntualmente al primo tiro subito.
E dire che la difesa (pali compresi) è il reparto in cui si è cambiato sostanzialmente nulla se si eccettua l’ottimo Celik. Sì, perché il turco, arrivato tra lo scetticismo di addetti ai lavori e piazza, sta sorprendendo per la sua intelligenza tattica, sia in fase difensiva sia in quella offensiva, proponendosi spesso e andandosi a trovare gli spazi laddove gli avversari sono più vulnerabili.
Una bella sorpresa, insomma, l’ex giallorosso. Ma non è l’unica nota lieta di queste prime settimane. Molto importante il ritorno al gol di Edon Zhegrova, che non timbrava il cartellino addirittura da novembre 2024, quasi due anni. Il kosovaro ha caratteristiche particolari e sembra quasi abbia bisogno di “accendersi” per dare il meglio di sé. È chiaro che le condizioni fisiche abbiano condizionato fin qui i nostri giudizi, ma se sta bene e se non gli si chiede di rincorrere all’indietro gli avversari perdendo inutilmente energie, può essere molto utile. Questione di equilibrio.
E poi sono rientrati finalmente Bremer e Yildiz. Il difensore brasiliano è parso abbastanza appesantito dalla preparazione iniziata in ritardo rispetto ad altri, mentre il turco, dopo un periodo di allenamenti personalizzati, ha confermato i buoni segnali visti in allenamento al rientro in gruppo. La brillantezza arriverà, ma la cosa più importante in questo momento è che l’infiammazione al ginocchio sia solo un lontano ricordo, perché la seconda parte della stagione scorsa è stata inevitabilmente condizionata.
In attesa che trovino minuti, magari già nella prossima gara di sabato contro l’Inter, gli ultimi arrivati Kolo Muani e Alajbegovic, in generale il bicchiere può considerarsi pieno. La rosa è incompleta, fin qui Spalletti ha giocato in avanti prevalentemente con Milik, Durmisi e 30 minuti di un impalpabile David. Insomma, soprattutto davanti le prospettive sono quelli di poter fare meglio, anche se il centrocampo è ancora orfano di Thuram e ha in Douglas Luiz un elemento che continua a confermare di avere tecnica ma poca propensione a cambiare passo. Qualche aiuto arriverà sicuramente dal mercato, ma intanto a me una Juve imbattuta è sempre piaciuta.
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