Che ne sarà di Koop? Il futuro alla Juve è ancora un rebus

Che ne sarà di Koop? Il futuro alla Juve è ancora un rebusTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

La domanda, dopo questo precampionato, viene quasi naturale: che ne sarà di Teun Koopmeiners? Perché a distanza di quasi due anni dal suo arrivo alla Juventus, il centrocampista olandese continua a essere uno dei grandi enigmi della rosa bianconera. Un giocatore acquistato per oltre 50 milioni di euro dall'Atalanta, arrivato a Torino con l'etichetta di centrocampista totale e mai realmente riuscito a riproporre quello che aveva fatto vedere a Bergamo.

Non è soltanto una questione di numeri. È soprattutto una questione di identità tattica. Koopmeiners sembra ancora alla ricerca della posizione nella quale poter esprimere al meglio le proprie caratteristiche e, anche in questa estate, Luciano Spalletti ha continuato a sperimentarlo in ruoli differenti.

Da grande investimento a giocatore da rilanciare

Quando la Juventus investì su Koopmeiners, lo fece pensando di portare a Torino uno dei centrocampisti più completi della Serie A. All'Atalanta di Gasperini l'olandese aveva dimostrato di poter giocare in più zone del campo: mezzala, regista, trequartista, all'occorrenza anche più arretrato. Aveva qualità nel palleggio, capacità di inserimento, tiro dalla distanza, fisicità e soprattutto una grande comprensione degli spazi.

Alla Juventus, però, quella versione del giocatore si è vista soltanto a sprazzi. Prima con Thiago Motta, poi con Igor Tudor e successivamente con Spalletti, Koopmeiners non è mai riuscito a trovare quella continuità che ci si aspettava da un investimento di questa portata.

E il problema è diventato ancora più evidente proprio perché il confronto con il Koopmeiners di Bergamo è inevitabile. La Juventus non ha acquistato semplicemente un buon centrocampista: ha acquistato un giocatore sul quale aveva investito moltissimo anche economicamente e dal quale si aspettava un rendimento da protagonista.

Spalletti ci ha provato anche in difesa

Quando Spalletti ha preso in mano la Juventus, una delle prime intuizioni è stata proprio quella di arretrare Koopmeiners. L'olandese è stato utilizzato anche come centrale, soprattutto in una fase nella quale la Juventus aveva bisogno di trovare nuove soluzioni nella costruzione dal basso.

La scelta aveva una sua logica. Koopmeiners è mancino, ha qualità nel primo passaggio e possiede una buona capacità di leggere il gioco davanti a sé. Da difensore può quindi partecipare alla costruzione e trasformarsi, in fase di possesso, in un vero e proprio primo regista della squadra.

In quel ruolo ha anche offerto prestazioni discrete. Ma il punto è un altro: una buona prestazione da centrale non significa necessariamente aver trovato il ruolo ideale per un giocatore pagato oltre 50 milioni.

È una soluzione che può essere utile in determinate partite, soprattutto quando serve un difensore capace di impostare, ma difficilmente può rappresentare da sola la risposta al problema Koopmeiners.

Anche il Mondiale racconta qualcosa

La convocazione con i Paesi Bassi al Mondiale ha rappresentato comunque un segnale importante. Koopmeiners è rimasto dentro il progetto della Nazionale e ha trovato spazio in quattro partite, sempre partendo dalla panchina, per un totale di 88 minuti. 

Non è però riuscito a trasformare quelle occasioni in una vera candidatura per un posto da titolare. Il suo è stato un rendimento ordinato, senza particolari acuti: utile nelle rotazioni, ma non abbastanza incisivo da cambiare le gerarchie.

E questo, paradossalmente, racconta abbastanza bene anche il momento della sua carriera: Koopmeiners è ancora un giocatore affidabile, ma non sta più dando la sensazione di essere quel centrocampista dominante che la Juventus pensava di aver acquistato dall'Atalanta.

Il precampionato non ha risolto il rebus

Il ritiro estivo avrebbe potuto rappresentare l'occasione per capire finalmente quale fosse il ruolo di Koopmeiners nella nuova Juventus di Spalletti. Invece, almeno per il momento, il dubbio rimane.

L'olandese è stato utilizzato soprattutto come alternativa a centrocampo, ma nell'ultima amichevole contro il Palermo Spalletti lo ha nuovamente riportato al centro della difesa. La prestazione è stata positiva, ma va contestualizzata anche rispetto al livello dell'avversario, una squadra che nella prossima stagione affronterà il campionato di Serie B.

Il dato più interessante non è quindi tanto il rendimento nella singola partita, quanto la continua ricerca di una collocazione. Spalletti sembra ancora non aver individuato una posizione nella quale Koopmeiners possa essere considerato un titolare indiscutibile.

Il problema è trovare il suo posto

Ed è qui che si trova probabilmente il vero problema.

Se Koopmeiners viene utilizzato come mediano, la Juventus deve chiedersi quanto riesca a garantire in termini di equilibrio e copertura del campo. Se viene utilizzato più avanti, deve invece dimostrare di avere quella capacità di incidere negli ultimi trenta metri che aveva mostrato con maggiore continuità all'Atalanta.

Da centrale può aiutare la costruzione, ma diventa inevitabile chiedersi se abbia senso utilizzare come difensore un giocatore acquistato per essere uno dei principali riferimenti del centrocampo.

È una sorta di cortocircuito tattico: Koopmeiners possiede tante caratteristiche utili, ma proprio questa sua duttilità rischia di trasformarsi in un limite se non viene individuato un ruolo nel quale possa sentirsi realmente centrale.

La Roma di Gasperini può diventare una suggestione

Ed è proprio qui che può nascere una suggestione di mercato. Non una trattativa, non un'indiscrezione concreta, ma una possibilità che viene quasi naturale immaginare: Koopmeiners di nuovo con Gian Piero Gasperini.

L'allenatore che lo ha trasformato in un giocatore di livello internazionale oggi è alla Roma e sta costruendo una squadra con l'obiettivo di confermarsi ai vertici e giocare la Champions League. Gasperini ha più volte ribadito la necessità di migliorare la rosa e di renderla competitiva su più fronti. 

In questo momento, però, non risultano elementi concreti per parlare di una trattativa tra Roma e Juventus per Koopmeiners. È semplicemente una suggestione di mercato: riportare il centrocampista sotto la guida dell'allenatore che probabilmente più di tutti è riuscito a valorizzarne le caratteristiche.

Ma proprio per questo è una suggestione che può avere una sua logica. Se esistesse una squadra capace di provare a restituire a Koopmeiners quella sicurezza e quella centralità che sembrano essersi perse a Torino, la Roma di Gasperini sarebbe certamente un contesto da osservare.

La Juventus lo venderebbe? Sì, ma a una condizione

Il punto è che la Juventus non sembra avere necessariamente bisogno di liberarsi di Koopmeiners a tutti i costi. Il giocatore è sotto contratto fino al 30 giugno 2029 e rimane comunque un elemento della rosa. 

Ma davanti a un'offerta economicamente soddisfacente, il discorso potrebbe cambiare.

Secondo le stime riportate sul valore contabile del giocatore, Koopmeiners si trova oggi intorno ai 31 milioni di euro a bilancio. Una cifra che rappresenta quindi anche una soglia importante per la Juventus: una proposta superiore consentirebbe al club di evitare una minusvalenza e, soprattutto, di liberare una parte significativa del monte ingaggi. 

Il problema è proprio questo: chi è disposto oggi a investire una cifra simile su Koopmeiners? La Juventus lo ha pagato 51,3 milioni di euro, più costi accessori e bonus, e difficilmente può permettersi di svenderlo. 

Resta a Torino, ma con quale ruolo?

Per ora, quindi, la soluzione più probabile è quella della permanenza. Koopmeiners resta alla Juventus, si giocherà le sue possibilità e proverà a convincere Spalletti a inserirlo stabilmente nel nuovo progetto.

Ma la vera sfida sarà proprio questa: trovare finalmente un Koopmeiners riconoscibile.

Non il centrale di emergenza, non il trequartista adattato, non il mediano che deve semplicemente occupare una posizione. La Juventus ha bisogno di capire se esiste ancora quel giocatore capace di comandare il gioco, inserirsi, calciare, creare superiorità e leggere le partite che aveva conquistato Gasperini a Bergamo.

Se Spalletti riuscirà a trovarlo, Koopmeiners potrebbe trasformarsi in una risorsa importante e la Juventus avrebbe praticamente un nuovo acquisto senza dover intervenire sul mercato. Se invece anche questa stagione dovesse confermare le difficoltà delle precedenti, allora la domanda diventerebbe inevitabile: ha ancora senso continuare a cercare il Koopmeiners dell'Atalanta oppure è arrivato il momento di voltare pagina?

Per adesso la risposta non c'è. E forse è proprio questo il motivo per cui, a pochi giorni dall'inizio del campionato, che ne sarà di Koop? resta uno degli interrogativi più interessanti della nuova Juventus di Spalletti.