I tormenti del professor Chinè e dell'Ingiustizia Sportiva. La società sia pronta a far saltare il banco, e stavolta sul serio.

I tormenti del professor Chinè e dell'Ingiustizia Sportiva. La società sia pronta a far saltare il banco, e stavolta sul serio.   TUTTOmercatoWEB.com
martedì 16 maggio 2023, 15:17Editoriale
di Alessandro Santarelli

E adesso come la mettiamo caro professor Chinè? Lei sicuramente saprà che da domenica sera la Juventus ha raggiunto un primo minimo obiettivo, quello della matematica qualificazione in Europa League: bene immaginiamo la sua notte insonne, davanti alla calcolatrice per trovare la penalizzazione giusta in modo da sbattere fuori la società dalle prossime competizioni europee. In fondo è quello che lei vuole, assieme a tutto il carrozzone dell’Ingiustizia Sportiva, assieme a buona parte delle istituzioni calcistiche italiane e europee. Insomma non si senta troppo solo, caro professor Chinè, ma certamente comprendiamo che seppur tra mille difficoltà, il fatto che la squadra possa addirittura mettere più di 10 punti sul  quinto posto, le causa qualche piccolo imbarazzo.

Già, ma stia tranquillo, avrà le spalle ben coperte quando magari presenterà nuovamente, lunedi prossimo, una richiesta di pena afflittiva, simile, o magari maggiore, di quella che già ci ha fatto vedere qualche mese fa. In fondo la Juventus non deve arrivare dopo la Roma? Anzi no, adesso lei si sarà aggiornato, e stavolta ci racconterà che dobbiamo arrivare dopo l’Atalanta. Mi perdoni caro professor Chinè, ma sa il sottoscritto ormai non si fida più, ritiene che tutto sia già stato deciso a tavolino, come in fondo raccontano ai quattro venti “ autorevoli” colleghi, imbeccati da chissà chi. Mi spiega come è possibile, caro professore, che tutti sanno già tutto? Mi spiega la sicurezza di “ autorevoli” colleghi di fede laziale certi al 100% che “ tanto la Juventus non farà la prossima Champions, dunque possiamo anche perdere le prossime partite”. Vede caro professore, purtoppo anche noi non siamo ingenui, purtoppo anche noi viviamo nel mondo dell’Ingiustizia sportiva, ma esiste ancora qualcuno che vorrebbe credere nelle istituzioni, che siano sportive o meno. E invece ci viene da pensare, anzi ne siamo sicuri, che la nostra è soltanto una pia illusione.

Quindi caro professore, è già tutto deciso? Bene, ma a questo punto, e lo dico per una volta andando contro la mia proverbiale indole di mediazione, se Chinè e compagnia dovessero tirar fuori dal cilindro una nuova penalizzazione oltre i 10 punti, dovrebbe essere la società, o la Exor, fate voi, per una volta a battere i pugni sul tavolo, a costo di rompere il tavolo stesso, a meno che il filone stipendi non contenga qualcosa di cosi grave, da dover portare ad accettare qualsiasi cosa per chiudere ogni pendenza con il passato, limitando i danni. Ma se cosi fosse, il tutto dovrebbe essere spiegato senza giri di parole e in maniera diretta, ai tifosi, al popolo bianconero, che ormai da qualche mese vive un incubo, sentendosi dire ogni cosa, da qualunque personaggio, senza trovare la benchè minima risposta o reazione da parte di chi di dovere.

Sul fronte del campo, siamo nella settimana più importante della stagione. Giovedi sera in Spagna la Juve si giocherà il vero traguardo, entrare in finale di Europa League. Le premesse non sono delle migliori, seppur dal secondo tempo con la Cremonese qualche buona indicazione sia arrivata. Allegri, che sta provando a traghettare la barca faticosamente in porto, dovrà metterci del suo, mettendo in campo una formazione senza sbavature, il resto toccherà alla squadra. Basta personalismi, basta traguardi personali, basta mal di pancia, basta nervosismi che non fanno bene al gruppo. I conti si faranno il 6 di giugno, adesso l’unica cosa che conta è la maglia.

Quella maglia che ha lasciato in lacrime Pogba. Una scena che ha fatto male al cuore, ma che deve far aprire un’importante riflessione sul futuro. In questa stagione maledetta Paul ha messo assieme complessivamente 161 minuti. Spezzoni che hanno confermato ancora una volta la sua immensa classe, ma che in un’ottica di ricostruzione della squadra non possono essere minimamente accettati. Caro Polpo, sappiamo quanto sei innamorato della Juve e quanto tieni alla maglia. Proprio per questo ci attendiamo un gesto onesto e sincero. Soltanto tu puoi sapere quanto e cosa puoi dare ancora alla causa. Un tavolo di confronto con la società dovrà essere aperto dove poter decidere il futuro pensando alla soluzione migliore per giocatore e club.