Il cielo sopra la Juventus non è ancora del tutto sereno

Il cielo sopra la Juventus non è ancora del tutto serenoTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 26 giugno 2023, 21:52Editoriale
di Antonio Paolino
Il mercato è fatto di molte incertezze e tanti interessi quasi tutti logici. La Juve aspetta Giuntoli per comunicare le scelte più difficili

Ogni stagione porta con sé la scure dei risultati ottenuti e le speranze del mercato riparatore che comincia a scoppiettare con i primi annunci dal mese di gennaio. Anche se poi sono sempre di più le soluzioni last minute o le low cost a rimodellare sogni e possibilità. Quello di quest'anno, come degli ultimi e dei prossimi, sarà un mercato in cui dall'estero verranno a svaligiare - con proposte difficilmente rispedibili al mittente - il patrimonio dei nostri club ormai diventati terra di conquista. D'aldronde capitava la stessa cosa, ma ci si stupiva molto meno, quando era l'Italia l'Eldorado del calcio mondiale. I tempi cambiano e con loro anche le conseguenze. Può capitare davvero di tutto. Anche se l'apparente silenzio societario spingerebbe a pensare il contrario. La Juve non si sta preoccupando solo di abbattere i costi, ma anche di preparare il terreno ad un nuovo direttore con spiccate caratteristiche di controllo sull'allenatore a cui era stata garantita, in tempi non sospetti, la centralità (e unicità) del proprio ruolo.

Ricordi – I tifosi in generale vivono di ricordi e di speranze. Nei loro occhi passano spedite le immagini delle grandi imprese e di che le ha rese possibili, ma anche i ritratti sbiaditi dalle lacrime delle sconfitte. In mezzo tutta la foga di quando si vorrebbe cambiare il corso della storia con uno schiocco di dita, come in questa annata avara di sorrisi. E con un'unica apparente soluzione legata al nome del prossimo allenatore. Per tenere buona la massa bisognerebbe cambiare subito la guida tecnica, per tenere dritta la guardia, invece, servirebbe cambiare radicalmente il modo di operare in società. E questo sarà il primo tassello del nuovo corso che avverrà con l'insediamento di Giuntoli a giorni. L'ex ds partenopeo arriverà a Torino giusto in tempo per ricaricare le batterie dopo lo stress accumulato in otto anni di convivenza al limite con De Laurentis, ma valso tuttavia uno storico scudetto al fotofinish. Sarà l'elemento chiave della riorganizzazione e forse delle prime drastiche scelte da fare. Il trasferimento avverrà senza il supporto dei suoi fedeli consiglieri Stefanelli e Pompilio. Giuntoli verrà sradicato dalle sue origini e trapiantato però nel rinnovato modello bianconero dove contribuirà in prima persona a riscrivere le priorità del mercato. Per questo motivo è bene ricordare che il primo con cui si interfaccerà sarà proprio Max Allegri con il quale non sono da escludere visioni opposte di gestione, magari da parte di chi vorrà forzare la mano chiarendo subito linee o abitudini. Giuste o sbagliate che siano. Nel cielo di Torino non ci sono nuvoloni, ma qualche perturbazione potrebbe condizionare questa o quella operazione. La Juve non può e non deve aspettare Rabiot, Una società deve scegliere. Ma deve avere anche l'uomo che ci metta la faccia: Giuntoli con cui inizierà il secondo step del lavoro cominciato da Manna e Tognozzi. Magari quello più sporco e strategico che potrebbe portare anche al cambio di allenatore. Nulla capita per caso e all'improvviso. E con una proposta indecente anche Vlahovic e Chiesa troverebbero chi li accompagnerebbe alla porta. Sempre lui, Giuntokill.