La Juve di Carnevali: macerie, bilanci e la ricerca del miracolo perduto

La Juve di Carnevali: macerie, bilanci e la ricerca del miracolo perduto
Oggi alle 00:01Editoriale
di Alessandro Santarelli

Da Gravina a Malagò il passo in avanti è da giganti, cosi come speriamo che sia quello tra Comolli e Carnevali. Verrebbe da dire, fare peggio di entrambi è praticamente impossibile, ma se vogliamo essere un briciolo ottimisti, guardare ad una nuova era in entrambe le situazioni può aiutarci a ritrovare un minimo di sorriso a denti  stretti. Della Federazione ci interessa il giusto,  detto che, ahinoi, dipendiamo anche da loro visto quello che la premiata ditta Gravina Chinè ha combinato nel 2022, mentre i passi in avanti importanti li attendiamo dalla gestione di Giovanni Carnevali, che ha davanti a sé un bel compito, quello di tornare a rendere la Juve competitiva nell’anno più complicato quello senza Champions.

Serve un mezzo miracolo, muovendosi tra bilanci ancora da sistemare, accordi con l’Uefa che non possono essere disattesi e cessioni non cosi facili da fare. Ma l’ex direttore del Sassuolo sa bene che alla Juve il tempo è il peggior nemico di ogni professionista, che le ambizioni anche in periodi di carestia devono restare alte e  che il popolo bianconero ha poca pazienza dopo questi anni di confusione e delusioni. A questo scenario aggiungete un Mondiale che rallenta le operazioni e il piatto è servito. Cosi i primi a lasciare la Juve saranno i “ pezzi” meno pregiati con Miretti in testa, giusto per completare il primo target, quello di mettere in cassa entro il 30 giugno, tra i 10 e i 15 milioni.

Poi partirà il lavoro sporco, e per un Bremer che chiede di restare alla Juve, (mossa di mercato o verità?) ci sono i vari Cambiaso, Gatti, Thuram, Conceicao Kelly con un cartellino ben marcato sulla schiena. Si certo, in vendita, magari anche a prezzo di saldo, compaiono pure Koop David, Openda, Adzic DiGregorio Luiz e  compagnia cantante, ma qui ci sarà da fare i conti con un mercato cinico e che non farà sconti. Ma diciamoci la verità, voi fareste follie per questi giocatori? Cosa servira? Rapporti con le società, un lavoro di “ politica” e tanta buona volontà. Perché Carnevali deve fare i conti con le macerie lasciate dalle gestioni precedenti, con al speranza che lui stesso non ne produca altre.

Sostenibilità e competitività, un binomio che al momento alla Continassa non è mai suonato bene, con la fiammella di speranza che ogni cambio al vertice portava con sé, diventata sempre più flebile. Mi rendo conto che ancora non ho parlato di acquisti. La squadra va rinforzata, ma non mi sbilancio sui nomi fino a quando non avrò la certezza dei soldi fatti con le cessioni. Certo, non faccio i salti di gioia al  quando sento parlare  di Kolo Muani, ma mi fido di chi lo vuole portare nuovamente a Torino. Non mi fossilizzo più sui nomi, troppe le delusioni prese in questi anni, ma voglio sperare nelle motivazioni e nelle caratteristiche richieste dal nostro allenatore e al feeling tra lo stesso tecnico e Carnevali. Sembra poco ma basta guardarsi indietro di pochi mesi per capire che cosi poco non e’…