Juventus sotto attacco per 36 giorni: e ora la parola passa di nuovo (finalmente) al campo

Juventus sotto attacco per 36 giorni: e ora la parola passa di nuovo (finalmente) al campoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 21 dicembre 2022, 11:55Editoriale
di Vincenzo Marangio

Anche il Mondiale in Qatar finisce in archivio, più o meno come ce lo eravamo immaginato, esattamente come si aspettavano gli arabi e Infantino. Trionfa l'Argentina, così sono contenti gli adulatori di Messi e il numero dieci argentino può alzare la coppa indossando il cosiddetto Bisht, una sorta di mantello solitamente usato per cerimonie che viene associato a ricchezza e regalità. Un onore che, da tradizione, spetta ai sovrani o ai capi tribù e viene utilizzato per certificare l’elevato rango sociale di chi lo indossa. Il tutto in una finale che ha visto, dall'altra parte, Mbappè straordinario rivale nonché compagno di squadra di Messi in quel PSG di proprietà di Nasser Ghanim Tubir Al-Khelaïfi, politico qatariota nato a Doha. E il cerchio si chiude. Con ricca soddisfazione per Infantino e la Fifa. Meno male che ci ha pensato il campo a far godere gli sportivi che hanno dovuto, nel frattempo, chiudere gli occhi davanti a tutto ciò che c'era dietro questo Mondiale.

Nel frattempo, a circa 5760 km di distanza, nell'innevata Torino cominciava un'altra lunga partita, spalleggiata dal popolo anti juventino chiamato a raccolta da parte della stampa che, cogliendo al volo l'assist della solerte Procura di Torino, ha potuto tenere alta l'attenzione degli utenti anche con il campionato fermo e ottenere click e vendite. Tutto per via dell'inchiesta sui conti del calcio e, in particolare, della Juventus, indagata per false comunicazioni e un bilancio su cui vederci chiaro nonché su una manovra stipendi comunicata in un modo e affrontata (pare) in un altro. Una vicenda che sicuramente va chiarita e che porta alle dimissioni dell'intero CdA, quindi anche del presidente Andrea Agnelli e il suo vice Pavel Nedved. Vicenda che, però, viene trasformata in tragedia di livello incomprensibilmente apocalittico. Tutto questo perché vedere una Juventus punita, anzi retrocessa, o magari addirittura radiata è un boccone troppo prelibato per chi per un decennio si è potuto mangiare soltanto le briciole, e poco importa se negli ultimi tre anni il club vive di alti e bassi dopo essersi fatto male da solo: è pur sempre la Juventus e quelle sei vittorie di fila con zero gol subiti suonano come un fastidioso campanello d'allarme da spegnere prima il prima possibile. Perché non sia mai che...

E siccome il tiro al bersaglio mediaticamente e populisticamente funziona, ecco che il carico arriva anche dal nemico Ceferin che raccoglie, in questo caso, l'assist della Liga che chiede all'Uefa di intervenire perché "La Juventus ha ammesso di averci ingannato (?!)" e il numero uno dell'Uefa che non si fa pregare aprendo un'indagine sulla Juventus. E, casomai non bastasse, approfittando della pausa Mondiale, scende in campo addirittura l'Unione Europea con l'avvocato della Corte di Giustizia Europea, Rantos, che dà una spallata alla SuperLega (a capo dell'organizzazione della quale c'è anche Andrea Agnelli) ritenendola legale ma subordinata al placet di Fifa e Uefa. Quindi un monopolio mascherato. Tanto che, pochi giorni dopo, Infantino annuncia il nuovo Mondiale per Club: una competizione a 32 squadre inserendo le migliori otto formazioni d’Europa, le migliori sei del Sudamerica, tre dell’Africa, tre di Nord e Centro America e altre tre fra Oceania e Asia, più una squadra del Paese ospitante. Praticamente la SuperLega, ma stavolta autorizzata.

Nel frattempo continua il valzer tra Procura e Gip con, sullo sfondo, il Tribunale che prova a cambiare le carte in regola pur di processare la Juventus il prima possibile forzando i tempi come neanche per i serial killer fino alla notizia di oggi che vede la Cassazione respingere la richiesta dei legali della Juventus di spostare l'inchiesta a Milano o Roma. E sono passati appena 36 giorni...

Per fortuna che la parola sta per passare di nuovo al campo dove, tuttavia, non mancano i problemi, visto l'infinito infortunio di Pogba e i cocci da raccogliere dal Mondiale eppure, rispetto a quello che si è scatenato in questi giorni tornare a giocare diventa il sollievo più grande e magari il posto dove cominciare a rispondere...