la Juve al capolinea.
Avete presente quando la corsa del tram arriva al capolinea? Ecco, la Juve è arrivata fino alla fine. E quando finisce, la corriera si svuota e la gente scende all’ultima fermata. La Juve ha fatto scendere i suoi tifosi, uno dopo l’altro e si ritrova svuotata senza speranza di rimediare a quest’annata allucinate. Lasciando fuori l’extra campo che avrà una sua storia ancora tutta da scrivere, parliamo del campo che è un argomento scottante che preme alla nostra gente. È chiaro che l’abbonamento per essere rinnovato pretende nuove corse con le vecchie fermate e senza nuove deviazioni di percorso. La Juventus deve ritrovare il suo DNA, quello del Fino alla Fine in senso buono.
Quello che permetteva ad Andrea Pirlo, uno che aveva già vinto tutto e non era un tifoso bianconero,di non mollare e segnare una vittoria iconica sotto il diluvio all’ultimo secondo contro il Toro, scagliando il tiro della disperazione contro la porta avversaria. Quello che insegnava al madrilista Morata che anche se hai già vinto e la partita non conta, a San Siro si va per vincere e si festeggia con gli occhiali da sole.
Quello che porta Buffon, il portiere più forte del mondo, a scendere in serie B e urlare all’ingiustizia quando fai l’impresa e te la cancella un arbitro con il bidone al posto del cuore. Quello che, cambiando due allenatori agli opposti come Conte ed Allegri, ti consente di vincere uguale come prima e più di prima. Quello che inaugura la “tua casa” e la riempie di fede, passione, vicinanza e appartenenza. Ecco cosa serve alla Juve per ripartire: ritrovare il DNA e lo può fare una sola persona: l’ingegnere. È lui che può dettare la linea e farci capire che Juve vuole, che Juve sarà e soprattutto chi vuole a bordo.
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