La manipolazione giornalistica e l'odio sociale: causa ed effetto della narrazione anti-Juve

La manipolazione giornalistica e l'odio sociale: causa ed effetto della narrazione anti-JuveTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 14 dicembre 2022, 14:20Editoriale
di Vincenzo Marangio

Quando da piccolo m'innamorai della professione del giornalista ero animato da due missioni: arrivare prima di tutti su una notizia e saperla riportare e raccontare. Ma quando ero piccolo i tempi erano diversi e i modelli ai quali m'ispiravo erano di grandissima statura, in più non esisteva internet e neppure i telefonini, le notizie le dovevi cercare, rincorrere, annusare, confutare e avevi il tempo di cercarne conferma e soltanto dopo le scrivevi. A quel punto i giornali diventavano un appuntamento quasi mistico, uscivi dalla dinamica superficiale del tifoso e lasciavi che un giornalista, oltre ad informarti, ti raccontasse con dovizia di particolari e imparzialità le cose come stavano. E quando le leggevi era un momento di arricchimento, perché quel giornalista aveva sentito medici, avvocati, esperti di qualsiasi settore a seconda della notizia trattata prima di riportarla sul giornale. 

Adesso che ho realizzato il mio sogno, quelle due missioni che non vedevo l'ora di interpretare sono totalmente stravolte, anzi, invertite. Non si cerca di arrivare prima sulla notizia per poi approfondirla con dovizia di particolari, ma si cerca di essere i primi a saperla per essere i primi a darla e pazienza se quella notizia è vera oppure falsa, e pazienza se la persona che si dice sia morta in realtà è ancora viva, basta una semplice smentita consentita dall'articolo 8 delle Disposizioni sulla stampa per rettificare qualsiasi cosa anche con poche righe nell'ultima pagina perché basta rettificare non è obbligo farlo con lo stesso spazio e la stessa enfasi. Ed è qui che casca l'asino. Ed è qui che, negli anni, con il calo delle vendite e degli ascolti o con il proliferare dei siti internet che ha acceso una spietata concorrenza, si è perso il senso deontologico del mestiere: conta essere il primo a dare la notizia, solo dopo eventualmente si cerca conferma e si cerca di utilizzare i titoli per attrarre e fuorviare. E le stesse interviste si elaborano non tanto per sapere la verità ma per provare a costruirne una più appetibile e vendibile.

L'esempio di questo lo abbiamo avuto con l'intervento dell'avvocato Roberto Afeltra ieri su Radio Bianconera; nel chiedergli cosa pensasse delle facili sentenze elaborate con largo anticipo dall'avvocato Grassani sulla Juventus, Afeltra ha risposto svelando una triste verità: "Conosco molto bene Grassani, lui ha risposto ad una domanda molto specifica e la domanda era su quale fosse la massima pena qualora fosse rintracciata la massima colpa della Juventus nell'indagine Prisma, e ha risposto come avrei risposto io. Il punto è che non gli hanno chiesto quale potrebbe essere la reale pena nella quale il club bianconero potrebbe incorrere". Il punto è proprio qui: voglio fare uscire una notizia appetibile e vendibile? Chiedo ad un avvocato quale sarebbe la pena maggiore e poi costruisco un titolo fuorviante. Ma se, facendo una corretta informazione, facessimo a Grassani l'unica domanda realmente da fare e cioè quali sono le attuali accuse, su quali basi poggiano e quale sarebbe il verdetto se ci fosse un processo adesso lui risponderebbe esattamente come ci ha risposto Afeltra oggi: "La Juventus rischia certamente di incorrere nel comma 1 dell'articolo 31 ma non rischia nulla dal punto di vista sportivo".

E in cosa consiste il comma 1 dell'articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva? Specifica che "Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione  materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva,  dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (COVISOC) e dagli altri  organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio  delle  licenze  UEFA  e  FIGC,  ovvero  il  fornire  informazioni  mendaci,  reticenti  o  parziali. E il presente comma è punibile con la sanzione  dell’ammenda con diffida". Ed è questa l'unica pena nella quale con ogni probabilità incorrerà la Juventus. Ma finisce qui.

Nel frattempo, però, il processo mediatico messo in atto per qualche copia in più, e la manipolazione giornalistica che passa per lo snobbare notizie importanti come quella risalente al 12 ottobre scorso in cui il Gip diede già una prima importante risposta smontando i capi d'accusa più gravi, accentuando, enfatizzando e riproponendo fino allo sfinimento brogliacci di intercettazioni che, decontestualizzate, disegnano un mostro che magari non esiste, ha inquinato le coscienze comuni, cavalcando il sentimento popolare anti-juventino a prescindere. E così nelle città, sui social, e in alcuni messaggi ricevuti in radio, se provi a raccontare la verità, non a difendere la Juventus ma raccontare la verità, partono insulti populisti e violenti perché se non la condanni non stai facendo una corretta informazione ma sei "solo uno juventino servo". E invece gli schiavi sono loro. Schiavi di una "stampa" che ha inquinato il loro giudizio commettendo il crimine di allontanarli dalla verità invece di informarli, e tutto questo per sopravvivere nelle vendite e negli ascolti.