NON FATEVI INFINOCCHIARE DALLE PAROLE.
E dopo che ci hanno inondato di pezzi decontestualizzati di intercettazioni, stralci di interrogatori, errori di riporto classici, titoli con le “prove” e regali di Natale…dopo novanta minuti di fango il tifoso bianconero s’incazzò. Ma si incazzò sul serio tramite le parole di Luciano Moggi in assemblea. Cari fratelli bianconeri e carissime sorelle bianconere, non è più tempo di porgere l’altra guancia ma di rispondere colpo su colpo. Ebbene si, anche nei vostri bar, uffici, famiglie. Bisogna rispondere ai tifosi delle altre squadre. Quelle squadre che fanno peggio di noi e le cui colpe paghiamo sempre noi. Non fatevi infinocchiare dai titoli e dalle parole. L’uso delle parole è importante, può fare più male di un cazzotto! Nel 2006 le parole e le frasi lasciarono un segno indelebile che ancora oggi ci portiamo dietro. Il sentimento popolare (quello che vuole la Juve in B perché ruba), piaccia o non piaccia non ci sono telefonate degli altri (abbiamo scoperto essercene in quantità industriali), la Juve paga un’esclusività di rapporti coi designatori (cosa smentita dai fatti). Con la celerità del processo sportivo noi pagammo per tutti, gli altri si salvarono allungando i tempi grazie alla prescrizione. Fate attenzione, non ripetiamo l’errore e creiamo noi le riposte contro il sentimento popolare, non facciamoci travolgere. NON sono emersi nuovi fattori sull’indagine plusvalenze, sostiene la Juventus. NON si può riaprire un processo sportivo con la stessa accusa.
Le dimissioni del Cda sono una strategia difensiva e NON un’ammissione di colpa. Le intercettazioni sono da contestualizzare. I pezzi di intercettazione NON sono prove ma un mezzo usato dall’accusa che segue una sua strategia, sono interpretabili. La richiesta di andare a processo NON significa che il processo si terrà, è una richiesta e come tale, se verrà accolta, porterà ad un dibattito dove la difesa della Juventus verrà ascoltata e NON prevede un finale già scritto con esito punitivo. La Juventus è innocente fino a prova contraria. Le eventuali sanzioni, quelle che gli altri sperano più pesanti, sono improbabili. Le accuse lanciate sono difficilmente dimostrabili. Il libretto nero di Paratici, in realtà è un foglio bianco di Cherubini con degli appunti. La carta di Ronaldo, al momento, non si sa cosa sia e se esiste. Non fatevi infinocchiare perché quando vi dicono che Moggi racconta la verità a modo suo, in realtà nascondono di averla raccontata a modo loro e quindi scorrettamente. Quando parlano dei passaporti di Perugia non raccontano che la Juve NON aveva tesserati indagati, NON sottolineano come Suarez mai sia stato un giocatore della Juventus. Si dimenticano come l’unico caso di passaporto falso, acclarato, sia quello che portò Recoba a giocare un campionato dove, secondo la loro giustizia sportiva, avrebbe dovuto far retrocedere la sua squadra in serie B. Le parole sono importanti e i fatti pure: NON FATEVI INFINOCCHIARE!
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

