Sostenibilità, competitività e identità: vi spiego perché la ricetta di Giuntoli funzionerà

Sostenibilità, competitività e identità: vi spiego perché la ricetta di Giuntoli funzioneràTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 19 luglio 2023, 13:37Editoriale
di Vincenzo Marangio

Sostenibilità, competitività e identità. Queste sono le parole magiche usate dal Cristiano Giuntoli, l'uomo chiamato a ricostruire e riportare al successo la Juventus. Attenzione, sottolineo "uomo", giusto perché non si perda di vista che non è un'entità ultraterrena con poteri speciali e non è neanche un mago con tanto di bacchetta magica. Sembra quasi folle doverlo specificare, eppure leggendo quello che i tifosi bianconeri scrivono, sui social o in radio, è opportuno farlo perché anche il tifo è cambiato, e comincia a pretendere tutto e subito soltanto perché "siamo la Juventus" come se pronunciando queste parole, si realizzasse qualsiasi cosa. Quindi no, Giuntoli non è un mago e no, dire "siamo la Juventus", non equivale a dire "abracadabra" ma il nuovo Football Director della Juventus è un dirigente con tanti anni di esperienza alle spalle e capace di portare uno scudetto a Napoli anche senza un Maradona ma con una somma di talenti sconosciuti che sono bastati, nel loro concetto di squadra, a battere squadre più attrezzate economicamente. Non solo, lo ha fatto permettendo allo stesso Napoli di avere i conti in regola e il bilancio sano. Ecco l'impresa che gli ha chiesto la Juventus.

Le prime parole che pronunciò immediatamente dopo la firma conquistarono tutti: "non importa se alla fine avremo lavorato meglio degli altri, conta lavorare più di tutti"; non è un caso che, a differenza della scorsa stagione, Allegri si sia presentato già nella giornata dei test fisici, non è un caso che il Cristiano della dirigenza si stia concentrando tra mercato e anche campo parlando ad ogni singolo calciatore, per trasmettere il messaggio a ciascuno, un messaggio chiaro e per monitorare il lavoro fatto sul campo. E non sono un caso le altre sue parole, quelle pronunciate ieri in conferenza stampa di presentazione quando, tra tanti importanti messaggi, ha specificato: "Se mi metterò in panchina durante le partite assieme ad allenatore e squadra? Non darò fastidio a nessuno, starò al mio posto ma stare in panchina permette di vedere delle sfumature che a distanza non si può cogliere". Questione di sfumature, dunque, ma sono quelle che contano di più, quelle trascurate negli ultimi anni...

"Allegri è il condottiero ideale, l'uomo con più talento di tutti in questo", dice Giuntoli ma è altrettanto consapevole che in ogni esercito esiste sempre la possibilità di un ammutinamento, così come esiste anche la possibilità che a sbagliare sia anche il condottiero stesso. Ricordate da dove nacque il litigio Bonucci-Allegri del febbraio 2017 durante Juventus-Palermo che costò una multa data in beneficenza all'allenatore della Juventus e lo sgabello punitivo nella gara di Porto a Bonucci? Bene, pensate che dal 2017 quelle polveri non si sono mai bagnate e hanno rappresentato un bug di sistema continuo. Pensate sarebbe successo con un Cristiano Giuntoli in panchina? No. Ed è anche per questo che si andrà ad accomodare in panchina. Vuole essere la società che guarda tutto, la società presente, la società che si pone al di sopra di tutti, squadra e allenatore. Esattamente come era, come sarebbe dovuto sempre essere e come da oggi in avanti dovrà essere.

Giuntoli è consapevole che per vincere occorre costruire identità. Che l'identità si costruisce con l'unione, lavorando nello spogliatoio, vigilando sulla disciplina della squadra, del tecnico e di ogni singolo uomo di Juventus. Niente più autogestione, niente più sovrapposizioni di ruolo sbagliate, ci sarà una piramide in vetta alla quale, però, porre il concetto di identità. Di squadra. Di gruppo. E fin quando sarà forte tutto ciò, nessuna cessione potrà far paura. Perché l'unica cosa che ha davvero indebolito la Juventus è stata assenza di identità e spirito di squadra, per il resto è una rosa piena di qualità o perlomeno di qualità sufficiente perché possa tornare dove merita: avanti a tutti.