Yildiz è l'esempio di cosa significhi essere un giocatore da Juve

Yildiz è l'esempio di cosa significhi essere un giocatore da Juve  TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:05Editoriale
di Quintiliano Giampietro
Kenan Yildiz è ormai leader indiscusso della squadra. Il giovane turco, fermo restando le qualità tecniche, sta dimostrando personalità da Juve

Il prossimo 4 maggio Kenan Yildiz compirà 21 anni, da tre stagioni gioca con la Juve dei grandi dopo la trafila nelle giovanili, da agosto 2024 indossa la maglia numero 10. La più prestigiosa di tutte. All'inizio tanti erano i dubbi su questa scelta, alcuni parlavano di decisione prematura, altri addirittura la definivano assurda. Condizionati dai mostri sacri del passato bianconero che hanno portato quella casacca. Lo stesso giocatore in realtà si chiedeva se fosse in grado di reggerne il peso. La risposta è sì, a distanza di un triennio e in base a questioni oggettive. I numeri parlano chiaro. Considerando tutte le competizioni, il gioiello turco ha collezionato 10 gol e altrettanti assist, quando mancano nove giornate alla fine del campionato. Statistiche a parte, le prestazioni di livello certificano l'incidenza massima sulla squadra, di cui ormai è leader assoluto. Tecnico ed emotivo. Non a caso, la Juve di recente gli ha rinnovato il contratto fino al 2030, a 6 milioni, più bonus, fino ad arrivare a 7. Ingaggio da top, come del resto è, una mossa con cui la società di fatto lo ha nominato giocatore attorno al quale costruire il presente e il futuro della Juve. Non era scontato, viste le sirene estere accese su di lui, tra le quali il Real Madrid. “La Juve è sempre stato il mio primo pensiero e i miei genitori lo sapevano”, chiarisce il ragazzo.

Yildiz sta dimostrando di essere da Juve in campo e fuori dal rettangolo di gioco. Basterebbe ascoltarlo durante le interviste. Mai un polemica. Siamo di fronte ad ventunenne con la maturità di un uomo di quaranta anni. Per esempio guai a paragonarlo a Del Piero, il suo idolo. Una leggenda mondiale, icona della Juve, rispetto a chi sta cominciando ora, ma vuole costruirsi una storia tutta sua. Giusto così, i confronti spesso sono dannosi. Kenan è un mix di educazione, umiltà e personalità. Senza quest'ultima sarebbe difficile, se non impossibile, indossare la maglia bianconera, per giunta con il numero 10. "Nella mia Juve uno come lui giocherebbe", ha detto Boniek. Ora per Yilidz arriva il momento più difficile perché dovrà continuare a dimostrare il suo valore. Per se stesso, per la Juve e alla faccia degli scettici. Nell'immediato bisogna trascinare la squadra in Champions League. Condizione fondamentale per rafforzare la truppa, i bianconeri devono tornare a primeggiare in Italia (lo scudetto manca dal 2020) ed essere protagonisti anche in Europa. Yildiz sente il peso di questa responsabilità prima di tutti i suoi compagni, ma riesce a conviverci bene. Lui sarà il braccio “armato” di Spalletti. Il tecnico bianconero in realtà ha definito Kenan “Il principe del calcio, il ragazzo della porta accanto”. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Il ragazzo nato a Ratisbona è l'esempio di cosa significhi essere un giocatore da Juve. Prenda appunti chi aspira a diventarlo.