Tre ragazzi, un messaggio: la Juventus del futuro è già in campo

Tre ragazzi, un messaggio: la Juventus del futuro è già in campoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Ieri alle 23:30Juventus Next Gen
di Nerino Stravato

La prima amichevole estiva contro il Basilea non ha lasciato soltanto indicazioni sulla prima squadra. Nella ripresa Luciano Spalletti ha aperto le porte anche ai giovani della Juventus Next Gen, confermando quanto il progetto continui a rappresentare una risorsa fondamentale per il presente e soprattutto per il futuro del club bianconero.

Tra i ragazzi che hanno maggiormente impressionato c'è stato senza dubbio Justin Oboavwoduo, esterno offensivo inglese classe 2006 cresciuto nel settore giovanile del Manchester City. Entrato nella ripresa, ha mostrato personalità, velocità e coraggio nell'uno contro uno. L'azione che ha maggiormente colpito è stata una conclusione a giro dal limite che per pochi centimetri non si è trasformata in un gol di pregevole fattura. Ma, al di là dell'episodio, è stata la naturalezza con cui ha affrontato la partita a lasciare ottime sensazioni.

Buone indicazioni sono arrivate anche da Adin Licina. Il centrocampista tedesco classe 2007 non ha avuto l'impatto appariscente del compagno, ma ha fatto intravedere qualità importanti. Personalità, tecnica nello stretto e la voglia di puntare sempre l'avversario sono caratteristiche emerse fin dai primi palloni toccati, confermando le aspettative riposte su uno dei prospetti più interessanti del vivaio bianconero.

Negli ultimi minuti ha trovato spazio anche Augusto Owusu. Il centrocampista ha avuto poco tempo a disposizione, ma è riuscito comunque a farsi notare grazie alla presenza fisica, all'aggressività nella riconquista del pallone e alla capacità di dare equilibrio alla squadra. Segnali incoraggianti anche per lui, in attesa di accumulare altri minuti durante la preparazione estiva.

Spalletti continuerà a valutare questi ragazzi nelle prossime settimane. Qualcuno potrebbe rimanere stabilmente vicino alla prima squadra, altri alterneranno il lavoro con i grandi alle gare della Next Gen. È proprio questo, però, il valore del progetto juventino: creare un percorso continuo tra il settore giovanile e la prima squadra, premiando chi dimostra di essere pronto.

La Juventus Next Gen, nata nel 2018, è ormai una realtà consolidata del calcio italiano. In pochi anni ha permesso a numerosi giovani di confrontarsi con il calcio professionistico prima del grande salto, diventando uno dei modelli di riferimento per la valorizzazione dei talenti. E anche quest'anno il materiale umano sembra essere di assoluto livello.

Se Oboavwoduo, Licina e Owusu riusciranno a confermare quanto mostrato nei primi minuti in maglia bianconera, la Next Gen potrà contare su giovani di qualità in ogni reparto. Un aspetto che potrebbe permettere alla squadra di affrontare con ambizione il prossimo campionato di Serie C, con l'obiettivo dei playoff che appare assolutamente alla portata.

E poi c'è un traguardo che la Juventus continua a inseguire. La seconda squadra può infatti essere promossa fino alla Serie B, purché non raggiunga mai la categoria della prima squadra. Arrivare in cadetteria rappresenterebbe un ulteriore salto di qualità per tutto il progetto, consentendo ai migliori talenti di crescere in un campionato ancora più competitivo senza lasciare l'ambiente bianconero.

Con l'arrivo di Giovanni Carnevali e una società sempre più attenta alla valorizzazione del patrimonio tecnico interno, la sensazione è che il progetto Next Gen possa entrare in una nuova fase. L'amichevole di Basilea ha offerto soltanto un primo assaggio, ma il messaggio è già chiaro: il futuro della Juventus passa anche dai suoi giovani, e qualcuno di loro potrebbe bussare molto presto alla porta della prima squadra.