Alla ricerca della punta fisica che non c'è: e se il futuro arrivasse dalla Serie B passando per la Next Gen?
La Juventus è alla ricerca di una punta fisica. Un centravanti capace di giocare spalle alla porta, occupare l'area di rigore e offrire un riferimento offensivo alla squadra di Luciano Spalletti. Il mercato, però, non guarda soltanto al presente. Da qualche anno la società bianconera ha dimostrato di voler costruire anche il futuro attraverso la Next Gen, un progetto che ha già permesso a diversi giovani di crescere fino ad affacciarsi al calcio dei grandi.
Ed è proprio seguendo questa filosofia che un nome potrebbe meritare attenzione. Non si tratta di una trattativa né di un'indiscrezione di mercato, ma di un profilo che, per caratteristiche ed età, sembra sposarsi con il nuovo corso bianconero. Si tratta di Gabriele Artistico, centravanti classe 2002 di proprietà della Lazio, reduce da una stagione positiva in Serie B.
Artistico rappresenta uno di quei calciatori che hanno costruito la propria carriera senza scorciatoie. Cresciuto nei vivai di Roma prima di approdare al Parma, ha affrontato una lunga gavetta tra prestiti e categorie diverse, passando anche dall'esperienza in Croazia con la Lokomotiva Zagabria, fino ad arrivare alla definitiva maturazione tra Serie C e Serie B. Nell'ultima stagione ha realizzato 13 gol, confermando una crescita costante nonostante un campionato complicato per la squadra in cui ha militato.
Un dato che merita una riflessione. Segnare tredici reti in una formazione che ha vissuto una stagione difficile non è mai semplice. Anzi, spesso è il segnale di un attaccante capace di costruirsi le occasioni anche quando il contesto non lo aiuta.
Fisicamente Artistico risponde perfettamente all'identikit del centravanti moderno. Con i suoi 192 centimetri, è forte nel gioco aereo, sa proteggere il pallone e lavorare spalle alla porta, ma non è il classico numero nove statico. Ama attaccare la profondità, partecipare alla manovra e mettersi al servizio della squadra. Caratteristiche che, per certi aspetti, ricordano quelle richieste oggi agli attaccanti che devono fungere da punto di riferimento offensivo.
Non manca nemmeno il legame con una famiglia di calcio. Gabriele è infatti il nipote di Edoardo "Ciccio" Artistico, ex attaccante che ha lasciato il segno soprattutto tra Serie A e Serie B. Una tradizione familiare che sembra essersi tramandata anche al giovane centravanti, cresciuto con la cultura del lavoro e della gavetta.
Dal punto di vista economico, inoltre, l'operazione potrebbe rientrare nella categoria delle scommesse sostenibili. La Lazio lo ha acquistato a titolo definitivo investendo una cifra contenuta e oggi, dopo l'ultima stagione, la sua valutazione rimane comunque accessibile rispetto ai prezzi del mercato degli attaccanti. Un investimento nell'ordine di pochi milioni di euro rappresenterebbe un rischio limitato per un club come la Juventus, soprattutto considerando età e margini di crescita del calciatore.
Ed è qui che entra in gioco la Next Gen. Piuttosto che chiedere subito a un ragazzo di ventitré anni il salto diretto in prima squadra, la Juventus potrebbe offrirgli un percorso di crescita graduale. Allenamenti con la squadra di Spalletti, minutaggio nella seconda squadra e la possibilità di essere valutato quotidianamente dallo staff tecnico. Una strada già percorsa da tanti giovani bianconeri e che negli ultimi anni ha dimostrato di poter rappresentare un ponte concreto verso il calcio di alto livello.
Naturalmente la priorità della Juventus resterà quella di acquistare almeno un centravanti già pronto per guidare l'attacco della prima squadra. Ma il mercato insegna che i grandi club devono saper guardare anche oltre l'immediato. Investire su un giovane italiano con caratteristiche oggi sempre più rare potrebbe rappresentare una scelta lungimirante.
Per il momento quella di Artistico resta soltanto un'idea. Ma è proprio da intuizioni di questo tipo che, spesso, nascono le operazioni più interessanti. E nella continua ricerca della punta fisica che non c'è, la Juventus potrebbe anche decidere di guardare dove, troppo spesso, il calcio italiano smette di guardare: tra i giovani che stanno crescendo in casa nostra.
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