I dolori del giovane Yildiz: perché queste vacanze possono valere più di un acquisto

I dolori del giovane Yildiz: perché queste vacanze possono valere più di un acquistoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 22:00Primo piano
di Nerino Stravato

Il Mondiale 2026 di Kenan Yildiz si è concluso con l'eliminazione della Turchia già al termine della fase a gironi. Un epilogo amaro per una nazionale che si presentava alla competizione con grandi aspettative e che, invece, non è riuscita a confermare il talento mostrato negli ultimi anni. Anche il numero 10 della Juventus, nonostante il cuore e il sacrificio messi in campo, è sembrato lontano dalla brillantezza che aveva fatto innamorare i tifosi bianconeri nella prima parte della stagione.

Ridurre tutto a un semplice calo di rendimento, però, sarebbe ingeneroso. Perché gli ultimi mesi di Yildiz sono stati condizionati da un problema fisico che lo ha accompagnato fino al Mondiale. L'infortunio al polpaccio, accusato nel finale della stagione con la Juventus, gli ha impedito di chiudere il campionato nelle migliori condizioni e lo ha costretto ad arrivare alla rassegna iridata senza aver recuperato completamente.

Lo si è visto anche con la maglia della Turchia. Nella gara d'esordio il commissario tecnico Vincenzo Montella lo ha utilizzato soltanto nella ripresa, proprio perché il numero 10 non aveva ancora i novanta minuti nelle gambe. Nelle due partite successive, invece, Yildiz ha stretto i denti, disputando quasi l'intera gara contro Paraguay e Stati Uniti. Ha corso, ha rincorso gli avversari, ha dato disponibilità totale alla squadra, ma raramente si è visto quel cambio di passo che aveva caratterizzato la sua stagione fino alla primavera.

È proprio questo il dato che più interessa alla Juventus. Perché quando un calciatore basa gran parte del proprio gioco sull'esplosività, sull'accelerazione e sulla capacità di saltare l'uomo nell'uno contro uno, anche un problema muscolare apparentemente non grave può incidere molto più di quanto raccontino gli esami clinici. Yildiz non è sembrato frenato dal dolore, quanto piuttosto dalla difficoltà di esprimersi con quella leggerezza e quella brillantezza che rappresentano una delle sue qualità migliori.

Durante la stagione, inoltre, il talento turco ha dovuto convivere anche con qualche altro acciacco fisico, fisiologico per un ragazzo così giovane chiamato per la prima volta a sostenere un minutaggio elevato tra campionato, coppe e nazionale. Nulla di particolarmente grave, ma una serie di piccoli problemi che, sommati, possono aver limitato la continuità della sua crescita proprio nel momento decisivo dell'annata.

Ecco perché le prossime settimane potrebbero essere molto più importanti di quanto sembri. Dopo una stagione così intensa, il primo obiettivo non sarà soltanto staccare mentalmente. Sarà soprattutto consentire al fisico di recuperare completamente. È probabile che, come avviene ormai per tutti i calciatori di alto livello, anche le ferie siano accompagnate da un programma personalizzato, alternando riposo, lavoro di recupero, esercizi di prevenzione e una graduale riattivazione atletica in vista del raduno estivo.

Naturalmente sarà lo staff medico della Juventus a stabilire tempi e modalità del lavoro, ma il principio resta lo stesso: arrivare alla preparazione estiva senza trascinarsi quei piccoli fastidi che hanno accompagnato il finale della scorsa stagione. Per un calciatore di ventuno anni, il recupero completo rappresenta un investimento tanto importante quanto un acquisto di mercato.

Luciano Spalletti ha già fatto capire di voler costruire una Juventus intensa, aggressiva e capace di giocare in avanti. In un progetto del genere, un Yildiz al cento per cento può rappresentare uno dei riferimenti tecnici più importanti. Ma proprio per questo non avrebbe senso forzare i tempi. Meglio sacrificare qualche giorno di vacanza per completare il recupero, piuttosto che iniziare la nuova stagione portandosi dietro gli stessi problemi fisici.

I tifosi bianconeri sperano di rivedere il Kenan capace di accendere una partita con una giocata, un'accelerazione o un dribbling. Il Mondiale ha confermato che il talento non si è perso, ma ha anche ricordato quanto, nel calcio moderno, la condizione fisica possa fare la differenza tra una buona prestazione e una decisiva. Forse, per Yildiz, la partita più importante dell'estate non si giocherà in campo, ma durante queste settimane di recupero. Perché ritrovare completamente il proprio corpo potrebbe essere il primo passo per ritrovare anche il miglior numero 10 della Juventus.