Comandare il gioco e non andare in gol è un problema enorme

Comandare il gioco e non andare in gol è un problema enormeTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
Una Juve asettica nel reparto avanzato, che fa enorme fatica a segnare e a vincere le partite. Da Mister Spalletti devono arrivare soluzioni

A Cagliari la Juve ha rischiato il bis. Proprio come nella scorsa stagione, Madama ha dominato il match, nel gioco e nei numeri statistici, ma non è riuscita a farlo suo, rischiando di perderlo come nell’ultima sfida contro i rossoblù, in terra di Sardegna. Un problema mastodontico quello che si annida tra le fila dei ragazzi di Spalletti: sembrerà banale ripeterlo, ma se non si centra la porta devastando la rete avversaria, i match non si vincono. La gara contro Maldini e soci ha evidenziato, ancora una volta, tutti i pesanti limiti della squadra bianconera, mettendo per l’ennesima volta a nudo una carenza grave come quella del gol. Se ti chiami Juventus devi fare meglio, devi fare di più e devi mettere determinazione, intuizioni, rabbia e capacità caratteriali di levatura; invece di tutte queste prerogative i tifosi zebrati notano davvero poco. Un primo tempo con una Juve che ha pressato alto in avanti, comandando le operazioni ma, come ormai succede troppo spesso, ha preso gol al primo tiro in porta effettuato dagli avversari. Certo una dose di sfortuna c’è stata, con il rimpallo che poi ha permesso ai sardi di insaccare, però nella prima frazione la Vecchia Signora ha costruito una sola, e unica occasione, con Nico Gonzalez che ha messo a lato colpendo di ginocchio, evidenziando una litania ormai consueta: si tira raramente in porta, non si riempie l'area, non si concretizza. La manovra dei primi 45 minuti è risultata, sterile, improduttiva, noiosa, ricca di tante orizzontalità e soprattutto senza riuscire ad impensierire il portiere cagliaritano. Nella ripresa la Juventus si è riversata nella metà campo rivale per cercare almeno il pareggio, provando a ribaltarla, con il fresco Zhegrova come elemento più attivo e con un Alajbegovic autore di giocate che poi hanno portato almeno un punto.

Cinque tiri del kosovaro, almeno due molto pericolosi che meritavano il centro del bersaglio, poi il ragazzo bosniaco ha messo in mezzo un pallone che finalmente Kolo Muani ha scaraventato in rete, provocando un rumoroso sospiro di sollievo da parte di tutti i tifosi di Madama. Pareggio raggiunto, ma di li a poco Kolo Muani, sempre su cross perfetto di Alajbegovic ha centrato la traversa da pochi passi con Caprile ormai fuori causa, per una rete più facile da concretizzare che da sbagliare. Un pareggio agrodolce, che non ha soddisfatto nessuno e che continua a tenere aperto un ampio fronte di discussione che si incentra sulle difficoltà gigantesche che la Juventus incontra nell’andare a rete. Una problematica vera e reale che si fa sempre più pressante e che si percepisce profondamente, e alla quale Spalletti non è ancora riuscito a mettere mano, per trovare soluzioni proficue ed efficaci. Certo, il tanto strombazzato numero nove d’area di rigore non è arrivato ne a gennaio ne a giugno, nonostante l’accorata richiesta dell’allenatore, ma stante la situazione attuale, urgono soluzioni capaci di sbloccare uno status quo avvitato su una aridità offensiva assai preoccupante.

Spalletti    Il rendimento-scossa molto ficcante di Zhegrova e Alajbegovic, da subentranti, ha innescato nella testa di tutti i tifosi e gli osservatori una domanda lecita: perché non schierarli dal primo minuto? Chico Conceicao è parso svagato e poco concreto, Nico Gonzalez dopo un primo tempo volitivo è stato avvicendato giustamente nella ripresa, quando è calato sensibilmente di tono. Insomma, alla luce di quanto visto in campo, molto probabilmente il Mister avrebbe potuto fare scelte iniziali diverse. A Spalletti, ovviamente, si chiedono urgenti contromisure in zona gol, pur sapendo che le assenze importanti per infortuni ci sono, ma questa squadra non ha alcun bisogno di accampare alibi. Yildiz manca sicuramente tanto, ma da qui ai prossimi mesi gli uomini schierabili sono questi e con questo gruppo va attuata e varata una soluzione che possa dimostrarsi pungente ed adeguata. E non ha convinto nemmeno tanto la frase:” se giochiamo così ne vinceremo parecchie”, perché la Juve attuale non si discosta, di molto, da quella vista nella passata stagione, finita in maniera fallimentare.

Woltemade   Guai a stilare giudizi definitivi dopo pochissimi spezzoni di gara giocati dal tedesco, ma l’ex Newcastle, in questo momento, appare avulso dal contesto, non riuscendo mai a mettersi in luce, a trovare una giocata geniale, un tap-in sotto porta o a colpire di testa in maniera utile. Spalletti ha due attaccanti a disposizione che non incarnano il suo ideale del centravanti, e questo lo sanno anche i semafori, ma lo spilungone biondo dovrà far di tutto per entrare rapidamente nei meccanismi, cercando la via della realizzazione in maniera più decisa e determinata.

Kolo Muani   La mancata battuta a rete dal limite dell’area, nel secondo tempo, a favore di un velo non andato a buon fine, ha fatto letteralmente cadere dalla sedia tanti tifosi. Una decisione inconcepibile e soprattutto errata nella concezione, una di quelle famose scelte giuste che vuole e richiede il Mister insistentemente. Il transalpino ha rimediato con il colpo di testa prepotente, da centravanti di fiuto, che ha fruttato il gol del pari, ma la deviazione sottoporta che ha spaccato la traversa pochi minuti dopo, poteva e doveva essere dosata meglio. Invece è giunto un errore madornale che è costato due punti in classifica. Nessuno vuole addossare tutte le colpe al ragazzo, ma per fare l’attaccante della Juve, serve travestirsi da cecchino e farsi trovare pronto in qualsiasi momento e situazione. A Kolo Muani, in questo momento, servono almeno 4-5 palle gol per centrare rete e successo personale; francamente troppe. La speranza è che dopo essersi sbloccato in Europa e in campionato, Randal possa elevare, di molto, il suo rendimento. Fino ad ora non è mai stato un bomber da 25 centri in stagione, ma si può fare meglio di ciò che sta mostrando attualmente. Probabile che Kolo abbia bisogno di un secondo avanti che gli porti via marcatori e pressione degli avversari, aprendogli più spazi centrali, ma ascoltando Mister Spalletti nel post partita, lui stesso ha parlato di un Nico Gonzalez schierato come seconda punta nel primo tempo. Nella ripresa l’ingresso di Woltemade qualche beneficio a riguardo di maggior spazio e libertà d’azione, effettivamente, lo ha portato. Anche questa tematica, puramente tattica ma molto rilevante, dovrà essere chiarita una volta per tutte, al fine di ottenere una Juve prolifica e attiva, senza mostrare polveri bagnate e improduttività nella zona calda.

Tantissime partite in meno di un mese, praticamente si giocherà ogni tre giorni tra campionato ed Europa League, ecco perchè questa tranche di stagione rischia già di essere decisiva per indirizzare l’annata. Non c’è tempo da perdere per tentare di raddrizzare una situazione che desta preoccupazioni, prima che il passare dei mesi, unito ad eventuali distacchi in classifica, cominci a suscitare ansie, inquietudini e paure indomabili. Serve reagire subito e nel migliore dei modi, a cominciare dalla trasferta insidiosa contro il Celta di Vigo, di giovedì.