La Juve ritrova la vittoria ma serve subito continuità a Genova

La Juve ritrova la vittoria ma serve subito continuità a GenovaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
La vittoria di Lecce ha sollevato il morale in casa Juve, ma domani contro il Genoa arriva subito un'altra chiamata da non fallire

In terra salentina la Juve è tornata al successo, e senza subire gol, ma domani sera servirà subito una controprova. Per continuare su questa strada, fugando dubbi e interrogativi sorti nella seconda parte di gara. A Lecce i bianconeri hanno messo in scena un buon primo tempo, senza lasciar spazio agli avversari giallorossi, e senza subire praticamente nulla, mettendo in cassaforte il risultato già nei primi 45 minuti, cosa che non si vedeva da tempo. Pressing, iniziative, manovre, occasioni, e due reti marcate da McKennie su assist di Douglas Luiz da palla inattiva centrale, poi ci ha pensato lo stesso centrocampista brasileiro a chiudere il match con un tiro scagliato, finalmente, dal limite dell’area, molto angolato, su passaggio di Gatti. Una bella prima frazione di gioco non replicata nella seconda parte di match, con una ripresa disputata al piccolo trotto, concedendo poco agli uomini di Di Francesco, ma con troppe sbavature che si sono trasformate in tremori per i fan zebrati sulle gradinate e davanti alla tv. La Juventus non è certamente guarita dai torpori e dai malesseri mostrati contro la Lazio e in parte contro i francesi del Rennes in Europa League, ma il successo di domenica ha portato sicuramente morale, regalando un po’ di autostima ad una squadra, sì bersagliata dagli infortuni, ma che ha necessità proverbiale di trovare un’identità chiara e maggior convinzione nei propri mezzi. Il che non significa diventare vanitosi o guasconi, ma essere calati perfettamente nelle vibrazioni che la partita partorisce, minuto dopo minuto. Il secondo tempo di Lecce non è piaciuto in primis a Spalletti ma nemmeno a tutti i tifosi di Madama, che hanno notato una Juventus che ha provato a gestire il 2-0, priva però di quelle sicurezze che sarebbero servite per demoralizzare un avversario che ha cercato più volte di riaprire la sfida. La Juve qualche apprensione e sofferenza l’ha accusata, senza però mai rischiare più di tanto, questo va detto. Ma Vicario e soci, maluccio il portiere con due o tre pericolose rimesse con i piedi completamente errate, hanno smesso di pressare, risultando molto meno propositivi nel cercare di dare il colpo di grazia ad un  punteggio che, se rimpinguato, avrebbe decretato la chiusura della sfida in anticipo.

Una Vecchia Signora che nel secondo tempo ha creato pochissimo, un’unica chance sul finale, con il tiro finito alto sulla traversa da parte di Cabal, dopo una bella galoppata, per il resto tanto possesso, ragnatela di passaggi non sempre cristallini, difesa passiva, ma con alcuni errori che sarebbero potuti costare cari. Domani sera a Genova, al cospetto dell’undici di De Rossi, servirà continuare sulla strada battuta nel primo tempo al Via Del Mare, dove si è visto un ottimo Douglas Luiz ispiratore e luce delle manovre, e una Juve che ha saputo imporre i propri ritmi, poi andati perduti nella ripresa. La solita Juventus che invece di giocare per 90 minuti, cede agli avversari ampie porzioni di partita: un problema atavico indubbiamente da risolvere, figlio delle cattive abitudini che proseguono, indefesse, nelle ultime stagioni. Marassi è sempre stato un terreno ostico e difficile da conquistare e domani sera non farà eccezione, anche alla luce di uno status non ottimale in casa bianconera. Il cambio di modulo, 3-5-2, ha portato alla conferma di Gatti nel pacchetto arretrato e a un centrocampo a tre che protegge di più in fase di non possesso, ma servirà crescere in questo momento precipuo, se si vuole tentare di scalare posizioni in classifica; 14 punti in otto gare di campionato sono pochi e serve cambiare marcia subito, anche perché dopo la trasferta in terra ligure arriverà il Napoli allo Stadium. Alcune prove però vanno sottolineate, sia in chiave positiva che negativa, perché per intraprendere un processo migliorativo, ci si attende una lievitazione di attenzione, efficacia, applicazione e rendimento da tutti i reparti e da tutti gli interpreti chiamati in causa.

Difesa   Il pacchetto arretrato nella ripresa ha retto bene l’urto, non eccezionale, e le insidie mai letali portate dai salentini. Però alcune prestazioni non hanno soddisfatto e hanno fatto fiorire dei rilievi. Lucumi si è macchiato di due-tre ingenuità gravi sia nello scarico che nel posizionamento, tutte situazioni basate dull'attenzione che non ci si può concedere quando si è convalescenti da una gara, francamente destabilizzante, come quella patita contro la Lazio. Cambiaso continua ad essere arrancante e impreciso, sbagliando cross impossibili con errori madornali di dosaggio della forza e della parabola, insomma da lui ci si attende molto di meglio. Con i tifosi  che si mostrano sempre più spazientiti nei suoi confronti.

Centrocampo   Detto della grande prestazione di un Douglas Luiz che sembra aver trovato i giusti tempi da dettare alla squadra, McKennie è andato a bersaglio, con la sua prima firma stagionale, aprendo la strada del successo di Madama. L’americano risulta sempre utile in varie zone di campo ma ogni tanto si perde: anche lui ha bisogno di essere più focalizzato.  Koopmeiners a Lecce, addirittura, ha vinto un paio di contrasti, ma il suo rendimento continua ad essere svolazzante e poco incisivo, e, a parte le battute, viene da chiedersi cosa mai dovrà accadere di nuovo nell’universo per rivederlo almeno su un livello accettabile.

Attacco   Poco pochissimo in fase offensiva e in zona gol dai due “non centravanti” schierati da Mister Spalletti. Una partita che ha dimostrato, ancora una volta, come il reparto viva un momento infelice e sterile. Kolo Muani, insufficiente la sua performance, ha masticato malamente una conclusione diagonale nel primo tempo che poteva risultare golosa, poi ha fatto male sia a livello di ripartenze, dribbling tentati e giocate per far salire la squadra in velocità. Anche lui si è eclissato come tutti i suoi compagni nella seconda parte di match, con l’aggravante che anche nel primo spicchio di partita non aveva certamente brillato. Woltemade ha lottato, ha preso alcuni falli utili, ma ha ciccato un paio di passaggi filtranti che avrebbero potuto elargire costruzioni interessanti, in fase avanzata. Per una pedina che possiede piedi buoni, ha prodotto troppo poco, anche se la sufficienza stiracchiata in pagella se l’è meritata; anche dal tedesco ci si attende maggior concretezza e rifiniture più pregiate, tipo quella occorsa nel gol di Celik in Europa League. Il dato inquietante del pacchetto avanzato però risiede nel numero dei gol segnati dalla nuova coppia di punteri della Vecchia Signora. A sottolineare le pesanti oscurità dell'attacco juventino sono soprattutto le statistiche impietose: degli 11 centri realizzati finora in campionato dalla squadra di Mister Spalletti, solo uno è stato segnato da uno dei due “centravanti”, con Kolo Muani che ha trovato la via della rete solo a Cagliari, nel pareggio per 1-1. Mentre il teutonico biondo non è ancora riuscito a scorgere la retta via della realizzazione. Davvero troppo poco per gli unici due attaccanti presenti in rosa, in attesa del recupero di Ekhator. Anche e soprattutto da questo reparto deve partire la riscossa per tentare di scalare posizioni in graduatoria: e se non segni non si vincono le sfide.

Domani sera la Juventus è attesa da una riprova importante contro i rossoblù liguri, l’ennesima trasferta in cui serviranno squilli energici per poter dimostrare che il nuovo assetto può portare anche maggior quadratura al servizio della solidità, della voglia di vincere e del carattere. Un appuntamento che, tanto per cambiare, i bianconeri non possono permettersi di sbagliare.