Giovedì in Europa League serve subito una controprova vigorosa

Giovedì in Europa League serve subito una controprova vigorosaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:00La Frecciata
di Franco Leonetti
La vittoria contro il Napoli ha mostrato una Juve convincente e vogliosa di far bene. La conferma è attesa già giovedì sera in Olanda

Finalmente una vittoria convincente. Contro il Napoli è arrivato un successo tanto importante, quanto basilare, per ritrovare equilibri, voglia e fame, perché ciò che si era visto a Genova aveva rappresentato qualcosa di letteralmente indegno e inclassificabile. Il ritiro di due giorni e poi un 2-0 sul campo, voluto e figlio di una buona prestazione, per cercare di svoltare definitivamente in campionato, ma ancora più rilevante per lo spirito mostrato sul terreno di gioco e per la compattezza: finalmente si è vista una squadra che si cerca, si aiuta, andando dritta all’obiettivo. Tante erano le preoccupazioni per i tifosi, la sfida contro gli uomini di Allegri appariva tutt’alto che semplice, ma Madama dopo non essere scesa mai in campo a Marassi, ha mostrato piglio giusto e carattere, unendosi e portando a casa tre punti ragguardevoli, sia per la classifica sia per provare a credere nelle proprie risorse. Le armi a disposizione di Spalletti, però, si assottigliano drammaticamente e giocando ogni tre giorni il Mister ha alternative assai risicate: McKennie si è fermato per un affaticamento muscolare e probabilmente non rientrerà prima della sosta, ergo gli uomini a disposizione dell’allenatore toscano sono sempre meno. Nessun problema per Alajbegovic e Cabal che avevano destato qualche apprensione nel post gara, ma l’organico si riduce ulteriormente, con la Vecchia Signora chiamata a due impegni probanti in pochissimi giorni. AZ Alkmaar in Europa League, e la seminale trasferta di Firenze, che non ha bisogno di presentazione alcuna, per come verrà accolta la squadra, e a riguardo delle difficoltà insidiose che quella sfida nasconde. Mister Spalletti, visibilmente di buon umore dopo la vittoria, ha lodato la reazione dei suoi giocatori e la forza di un gruppo che ha reagito con veemenza a giorni pesantissimi di aspre critiche inevitabili, rimarcando però la totale emergenza numerica che sta condizionando le scelte di formazione e il lavoro quotidiano alla Continassa.

Con la speranza, tutta da confermare subito e a stretto giro di posta, che la serata di domenica potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’intera stagione dei bianconeri. Ecco perché già giovedì sera, in emergenza fiammeggiante, la Juve è attesa da una riprova chiara e concreta in Olanda, per tradurre sul campo i progressi visti allo Stadium contro i partenopei. Lapalissianamente Luciano Spalletti dovrà fare la conta delle pedine disponibili per cercare di computare una formazione competitiva, e sicuramente non sarà facile, ma questa Juve, lo dico e lo ripeto da tempo, non può avere appigli o alibi: anche in pienissima carenza di scelte, la testa, l’approccio e lo spirito non possono e non devono mai venir meno, se si vuole diventare squadra in tutti i sensi. Contro il Napoli si sono viste prove mature di alcuni interpreti che fanno ben sperare, a patto però che vengano ripetute subito sin dal prossimo impegno europeo. Il Mister bianconero ha elogiato gli interpreti subentrati, con le sostituzioni che hanno portato una scossa vera all’andamento della gara: “Boga, Zhegrova e Gatti hanno fatto la differenza”, ma anche le performance di Cabal e Alajbegovic sono state fondamentali per riuscire ad ottenere la posta piena nel secondo tempo. Il colombiano si è impegnato allo spasimo, entrando in tante situazioni pericolose che la Juve ha creato, su di lui c’era anche un chiarissimo rigore inspiegabilmente non fischiato, e ha fatto espellere Marianucci lasciando l’avversario in inferiorità numerica, ma in generale il laterale finalmente si è ritrovato, relegando Cambiaso in panchina, grazie a sprint e giocate intelligenti. L’auspicio è che il ragazzo possa essersi rigenerato dopo tanto tempo, dopo aver puntato i piedi in estate per non lasciare Torino, al fine di giocarsi al meglio le proprie chance con la gloriosa maglia. Ora però serve subito continuità, come servirà per Kerim Alajbegovic, autore di un gol pazzesco e alcune giocate d’autore, nonostante la sua giovanissima età, il ragazzo bosniaco sembra pronto a prendere per mano la squadra con personalità e voglia di concludere a rete. Una parola al miele va spesa anche per Koopmeiners, sempre al centro di critiche acerrime e giuste: domenica sera l’olandese ha disputato una partita di grande sostanza, condita da corsa e determinazione. Da lui tutti i tifosi zebrati si attendono, ormai da due anni e mezzo, gare su questi standard e con questa voglia di invertire la rotta: tutto ciò sia di buon auspicio per svoltare una volta per tutte, a maggior ragione in un momento in cui le scelte di Spalletti sono praticamente obbligate.

Un altro aspetto decisamente apprezzabile risiede anche nella facitura degli ultimi tre gol realizzati dalla Vecchia Signora, dalla rete di Douglas Luiz a Lecce arrivando allo splendido tiro a giro di Boga, la Juventus ha messo nel sacco tre centri operando tiri da fuori area, una sorta di piacevolissima novità che mancava da troppo tempo nella faretra juventina. Senza ridurre il discorso ad una mera battuta, nel calcio saettare da fuori area non è un peccato capitale, anzi diventa necessario avere coraggio e osare per essere premiati: anche questa caratteristica va mandata a mente, memorizzata all’istante e mai più abbandonata. L’unica nota negativa in attesa di essere risolta, è la sterilità dei due punteri di Madama. Woltemade lotta, fa a sportellate, tiene botta, ma non vede mai la porta e raramente conclude, Kolo Muani, invece, ha disputato una gara decisamente insufficiente con un errore clamoroso di tocco, anche abbastanza semplice, su una ripartenza dai sentori letali, vanificata dal suo errore macroscopico. Si era ancora sullo 0-0 e quella chance avrebbe potuto sbloccare il risultato; ciò che fa specie è che un giocatore tecnico come lui abbia potuto compiere uno sbaglio così evidente, su un passaggio pressochè elementare. Il francese non riesce a inanellare prestazioni luccicanti, mantenendo un’andatura poco sfrecciante ma soprattutto carente ai fini del gol; bene quando lega il gioco, travestendosi da assistman o quando parte in accelerazione, ma a lui vengono chieste le reti e ovviamente il piatto piange, in questa sezione di stagione.

Kolo Muani sa inquadrare la porta, ha un ventaglio di soluzioni di prim’ordine, ma in questo momento appare spento. Inutile sottolineare la necessità di ritrovare maggior lucidità unita a possente determinazione e cattiveria sotto porta per siglare le reti che tutti si attendono, Spalletti in primis. La trasferta in terra olandese sarà importante per cercare di rimpinguare la classifica europea e per mostrare una vera riprova di quanto osservato contro il Napoli, per la Juventus, incerottata e con un’infermeria stracolma, è giunto il momento della continuità di risultati e di prestazioni se si hanno ambizioni di livello. Alle avversità si deve rispondere con tenacia, caratterialità e fame, in attesa che arrivino recuperi di giocatori decisivi. Molti commentatori e addetti ai lavori fanno finta di dimenticare che la Vecchia Signora gioca da agosto, senza il suo determinante numero 10, e in attesa del ritorno di Yildiz e di altre pedine importanti mancanti, diventa indispensabile mantenere una rotta positiva e una volontà famelica per portarsi a casa risultati e partite. AZ e Fiorentina sono due gare che, tanto per cambiare, non si possono e non si devono sbagliare, due forche caudine comprovate. L'augurio, da qui a domenica prossima, è quello di risultare fortemente competitivi sul campo, rinvenendo un po’ di buona sorte legata ad una condizione priva di ulteriori stop fisici.