Il mercato virtuale della Juve: cercasi personalità disperatamente
“Buongiorno, posso avere una quantità elevata di personalità, possibilmente di prima qualità?”: in un mercato virtuale (ma non troppo), su indicazione di Spalletti, la Juve potrebbe rivolgersi così ad ipotetici venditori. Giocatori certamente in grado di innalzare il livello tecnico della squadra, ma allo stesso tempo dotati di carattere, attributi, insomma di un temperamento tale da poterlo trasferire a chi invece ne è privo. Semmai ce ne fosse bisogno, Lucio lo ha ribadito ancora una volta. Anzi è andato oltre: “Va fatta una squadra di livello, con qualche giocatore che abbia il polso per uscire da certi momenti. Serve personalità. Chi ha dubbi non può restare alla Juve”. Quindi lui non ne ha, il messaggio è diretto a diversi elementi della rosa.
La Juve dunque non può più sbagliare sul fronte del mercato: uomini prima ancora che calciatori. Con maggiore personalità e forza mentale, per esempio, David e Locatelli, per esempio, avrebbero trasformato i rispettivi rigori contro Lecce e Sassuolo, consegnati invece ai portieri avversari. Con quattro punti in più, ora si brinderebbe per la Champions League. In generale si sarebbero vinte certe partite. Il crollo mentale ha portato inevitabilmente all'involuzione tecnica, letale nel momento decisivo in cui invece bisognava sfruttare i match-point offerti dalle rivali. Sotto questo aspetto, Spalletti ha le sue colpe, per non aver preparato al meglio la squadra. Diversi giocatori, però, non hanno capito cosa significhi essere nella Juve.
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