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Juve piccola e fragile: Spalletti irriconoscibile, tifosi infuriati

Juve piccola e fragile: Spalletti irriconoscibile, tifosi infuriatiTUTTOmercatoWEB.com
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“Così piccola e fragile”, Drupi ci perdonerà se utilizziamo una sua canzone per connotare la Juve di Spalletti, nel mirino dei tifosi, come da copione. Del resto si parla sempre di amore. Tanto quello dei sostenitori bianconeri, meno da parte di chi questa maglia la indossa. In alcuni casi, senza avere la “patente” per farlo. Il tonfo contro il Sassuolo racchiude tutti i problemi presenti da qualche anno nella vita della Vecchia Signora. Che ormai non ha più diritto di cittadinanza nel salotti del calcio nobile, costretta a frequentare locali un tempo impensabili. Gli aggettivi per connotare la Juve sono diversi: oltre a fragile, folle, squilibrata, inconsistente, irrispettosa. Cambiano dirigenti, tecnici, giocatori, la sostanza resta invariata: “Poca roba”, direbbe qualcuno.

La Juve è questa, bisogna rassegnarsi. Il mercato pare non abbia dato la scossa, anzi. Intanto si gioca senza centravanti. Kolo Muani sta dimostrando di non essere adatto a questa squadra. Qui si chiama in causa la dirigenza per averlo inseguito a lungo, sborsando peraltro 50 milioni. A Woltemade diamo tempo, ma comunque non è un nove. Dirigenza chiamata in causa. Poi ovviamente Spalletti: irriconoscibile. Per come prepara le partite (male), poi per l'atteggiamento arrembante dei suoi, senza un minimo di equilibrio. Sembrava di vedere una squadra di Zeman, aiuto. Fondamentale la mancanza di un giocatore in grado di far ragionare i compagni, un leader. Sui social tifosi scatenati, chiedono l'esonero dell'allenatore. La risposta di Carnevali: “Cambiare tecnico non rientra nel mio spirito”. Avvisati i nostalgici di Conte. La cui ombra, però, aleggia sempre di più nelle vicinanze della Continassa.