Juve già in crisi a metà settembre
Non posso essere il solo ad aver visto segnali preoccupanti già nelle gare precedenti. Col Frosinone e col Milan soprattutto, quando in troppi si sono adagiati sullo 0-0 contro una squadra comunque “forte”. Sta di fatto che la Juventus aveva fatto meglio dei rossoneri semplicemente per questi avevano costruito 0. Basta quindi 0,1 per dire di aver fatto meglio.
E la gara del Mapei Stadium contro il Sassuolo ha presentato il conto tutto in una volta a Luciano Spalletti. Canovaccio tattico al solito monocorde, che si discosta dal palleggio orizzontale sterile e inutile se e solo se qualcuno parte palla al piede e si inventa qualcosa. Lo hanno fatto nel primo tempo soprattutto Nico Gonzalez, che quando si mette in proprio può essere pericoloso, così come Alajbegovic, che ha confermato di avere talento, ma che deve ancora accumulare esperienza. Nulla di nuovo da parte di Conceicao, che come sottolineato anche da Spalletti lo scorso anno, non può sbagliare sempre 5 scelte su 6.
In generale è la questione equilibrio a preoccupare, perché appena il tecnico ha chiesto ai suoi di alzarsi e provare a vincere la partita, effettivamente la Juve è stata più pericolosa, ma si è esposta anche in maniera dilettantesca alle transizioni veloci della squadra di Aquilani. I tre gol neroverdi sono da manuale del gioco del calcio... al contrario: bianconeri con 8 giocatori nell'area avversaria o comunque con una difesa che rompe la linea e si trova su 4-5 linee diverse, errori tecnici individuali e infine Vicario a raccogliere la palla nel sacco come un uomo solo.
In certi frangenti si è rivista la squadra totalmente in balìa della partita che si è vista lo scorso anno in Champions League a Istanbul contro il Galatasaray, quando Spalletti elogiò la prestazione, ma in realtà mise a nudo tutti i limiti della filosofia del “meglio attaccare sempre”. Allora, la Juve rimasta in 10 uomini sul 2-2, fu mandata allo sbaraglio dal tecnico toscano mettendo un attaccante in più, piuttosto che cercare di limitare i danni per giocarsi la gara al ritorno. I turchi chiusero con 5 reti, ma potevano tranquillamente essere anche 6-7.
Copione analogo al Mapei Stadium, con la squadra bianconera sul 2-2 e a pochi minuti dalla fine a portare 8 uomini sulla linea dell’area neroverde, esponendosi a un altro gol da calcio di provincia. Ok voler vincere, ma come dichiarato nel post partita dal saggio Vicario, la Juventus non può prendere certe imbarcate. Del resto, i campanelli di allarme erano già scattati ben prima dei minuti finali citati a lungo da Spalletti nel post gara: sullo 0-0 la Juventus si è fatta infilare con una difesa altissima, ma se l’è cavata per il rotto della cuffia, ripetendo l’errore con una linea ballerina poco dopo aprendo le porte al vantaggio neroverde di Esposito.
Il resto è stato un continuo susseguirsi di azioni da una parte e dall’altra e quando le gare diventano di questo tipo, può vincere una, l’altra o finire in pari. Esattamente come la passata stagione, dunque, la Vecchia Signora è sull’altalena e una volta le va bene e una male. Anche per filosofia del suo allenatore, che dice di essere più soddisfatto delle montagne russe della ripresa piuttosto che dell’equilibrio del primo tempo. E allora tanti auguri, perché le partite con NEC e Atalanta potrebbero già essere decisive per la panchina.
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