Spalletti docet: avviso per i giocatori e stoccata a chi racconta la Juve
Le chiacchiere stanno a zero, la Juve è padrona del proprio destino, ma guai a commettere altri passi falso dopo il pari casalingo con il Verona: Spalletti docet. Niente condizionamenti. La ricetta per espugnare il campo del Lecce, più in generale per approdare in Champions League, è un mix di diverse cose: carattere, pressione, gioco di squadra, interpretazione delle finestre che si aprono durante la partita, sfruttamento degli episodi. Guai a parlare di sfortuna, l'allenatore non ha mai voluto alibi. Tanto meno in questa rush finale della stagione. Vlahovic potrebbe tornare titolare dopo 160 giorni, complice l'intervento chirurgico e ai successi problemi muscolari.
Spalletti rifiuta paragoni della sua Juve con l'Inter perché “la loro forza mentale è riconosciuta da anni”. Lucio è d'accordo con Marotta quando definisce l'optimum di una squadra, il giusto mix di giovani e elementi esperti, abituati a vincere. E coglie l'occasione per replicare ai giornalisti che in questi giorni stanno accostando alla Juve diversi nomi. Prima con ironia: “Abbiamo chiesto un pulmann a due piani”. Poi con serietà: “Molti rimarranno, non possiamo stravolgere la squadra. I giocatori dentro la testa devono essere convinti di far parte anche del futuro”. Quindi messaggio chiaro ai suoi naviganti e frecciatina ad un parte di giornalisti che raccontano la Juve in chiave mercato.
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