Allegri: la differenza tra comunicazione ufficiale e piani reali
I tifosi della Juventus continuano a dividersi sul futuro della guida tecnica bianconera, anche se con il passare delle settimane e i risultati sempre più deludenti, aumenta inevitabilmente la percentuale degli scontenti, che propendono per un cambio di allenatore. In questo senso, le parole di Massimiliano Allegri, che a The Athletic si è dichiarato in linea con i piani societari, e quelle del dg Maurizio Scanavino, che ha confermato in sostanza questa versione, ribadendo che gli obiettivi stagionali siano la qualificazione in Champions e la finale di Coppa Italia (non la vittoria della stessa), hanno agitato ulteriormente le acque.
Trattasi, ovviamente, di comunicazioni ufficiali e che non potrebbero essere diverse in un momento molto delicato della stagione, a cui dipende il futuro del piano industriale della Vecchia Signora. Senza qualificazione alla prossima Champions League, infatti, sarebbe un vero e proprio disastro per i conti della Juve. Serve dare tranquillità a un gruppo che si è letteralmente sgretolato dopo il pareggio con l’Empoli e la seguente sconfitta contro l’Inter. Per tal motivo, si rema tutti dalla stessa parte fino a fine stagione, si conosceranno le decisioni reali della società.
Se è pur vero che al momento non sembra esserci una linea totalmente unitaria nel club, è altrettanto vero che le quotazioni di Allegri non sono mai state così basse da maggio 2023 a oggi (continua ad attendere un confronto sul suo futuro). Lo stesso Scanavino, del resto, a inizio stagione aveva fornito un indizio che oggi in pochi ricordano: obiettivo quarto posto e da raggiungere giocando meglio della passata stagione. Ed è anche su questo che si basano le valutazioni interne alla Juventus, nella consapevolezza che in estate la rosa non potrà essere stravolta. Si inseriranno altri giovani in prima squadra e si proverà a puntellare la squadra con autofinanziamento, per questo un allenatore in grado di valorizzare di più calciatori non proprio di primissima fascia, è ritenuto più “adatto”.
Il divorzio da Allegri non sarebbe ovviamente indolore, perché se il tecnico livornese non trovasse un’altra soluzione, costerebbe qualcosa come oltre 13 milioni lordi, cui si dovrebbero aggiungere i circa 7 per il nuovo tecnico (sempre lordi). L’identikit porta a Thiago Motta, tecnico emergente che ha dimostrato in questi anni anche di sapersi adattare anche a un mercato non propriamente fatto per lui. L’italo-brasiliano usa il modulo e il modello di gioco più consono al “materiale” che gli viene fornito e se ci sarà da continuare eventualmente con la difesa a tre non avrebbe problemi. Anche se forse qualcuno lo sponsorizza ancora dalle parti di Torino, non sembra avere chance Antonio Conte.
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