Fidarsi è difficile, ma oggi più che mai serve un atto di fede...
Avete fede? Bene, se si non resta che appellarsi alla stessa, se no, non ci sono grandi alternative se non quella di affidarsi all’amore per la maglia bianconera. No, non state leggendo un trattato di teologia o filosofia ma semplicemente una semplice chiave di lettura del momento in casa Juventus. Alcuni scenari oggi sono chiari, la proprietà nella persona di John Elkann ha deciso di non andare a rottura con nessuno e dopo il fallimento della passata stagione, fallimento purtroppo epocale, si è convinto che ripartire con gli stessi attori è la strada migliore e più logica.
Dubbi? Si ne abbiamo, ma è pur vero che continuare ad interrogarsi non porterà alcun beneficio e allora l’atto di fiducia va sposato oppure a seconda delle singole posizioni, tollerato. Comolli e Spalletti hanno visioni diverse, ma l’intelligenza delle persone e il bene comune dovrà portarli a parlare se non una stessa lingua almeno una condivisa e comprensibile l’uno all’altro. Il riscatto, perché ognuno ha qualcosa da farsi perdonare seppur in porzioni diverse, passerà da una stagione all’altezza delle attese e del nome Juventus. Viceversa Comolli chiuderà la valigia in direzione Tolosa, mi dispiace direttore ma non si possono attendere altri 4/5 anni, e Spalletti metterà nel curriculum un secondo fallimento dopo quello della Nazionale
Basterà questo per restituire un volto vincente? No, ma almeno sarebbe un primo passo in avanti. Poi occorrono le idee che non si chiamino Openda, David, Zhegrova e neppure Koopmeiners Di Gregorio Cabal e compagnia cantante. E stavolta idee non accompagnate da denaro fresco, perché il mercato dovrà esser fatto non a costo zero ma quasi. Capite adesso cosa vuol dire fare l’Europa League? Capite perché il benedetto quarto posto era necessario quasi più di un trofeo? Adesso cari Comolli Ottolini e Spalletti non si potrà sbagliare, dietro un giocatore ci dovrà essere l’uomo capace di sopportare le pressioni ( perché questo ci è stato detto persino dal nostro capitano) l’uomo capace di prendere in mano la squadra, l’uomo dal tocco in più dallo stimolo in più. Verrebbe da dire gente da Juventus come disse una volta Andrea Agnelli. Nessuno si offenda ma al momento questa sembra una razza in estinzione sotto il cielo della Continassa.
Ripartire senza rivoluzioni, cosi ha deciso la proprietà, ma con una linea tracciata e ben definita. Ci raccontano che tutti vanno d’amore e d’accordo. Ci crediamo, anche noi con un atto di fede, ma adesso dalle parole, dai comunicati, dalle interviste, si deve passare ai fatti. Quei fatti che mancano da troppo tempo e per i quali non deve servire solo un atto di fede ma competenza e bravura da parte degli addetti ai lavori. Per i tifosi invece l’atto di fede deve esser necessario visto il recente passato ….
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