Aspettando Kolo: Spalletti lo aspetta, la Juventus aspetta i suoi gol
Il primo successo in campionato della Juventus ha lasciato una certezza e una domanda. La certezza è che la squadra di Luciano Spalletti ha già mostrato un'identità precisa. La domanda riguarda invece uno degli uomini sui quali la società ha deciso di puntare maggiormente: Randal Kolo Muani.
Il francese, contro il Frosinone, ha lavorato, ha dato profondità, ha provato a giocare per la squadra. Ma è mancato proprio quello che da un centravanti ci si aspetta più di ogni altra cosa: il gol. E Spalletti, nel post partita, non ha utilizzato giri di parole.
«Kolo ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolato, sappiamo qual è il suo valore», ha spiegato l'allenatore. Poi il passaggio più diretto: «Si deve rendere conto che è due anni che non gioca, e un motivo ci sarà». E ancora: «Queste son partite dove bisogna che porti a casa dei gol».
Non è una bocciatura, è una richiesta
Le parole di Spalletti non sembrano quelle di un allenatore che ha smesso di credere in Kolo Muani. Al contrario. Il fatto stesso che la Juventus sia andata a riprenderselo racconta quanto il tecnico e la società credano nelle sue qualità.
Ma proprio per questo, adesso, viene chiesto qualcosa in più. Kolo Muani deve tornare a essere decisivo. Può lavorare per la squadra, attaccare la profondità, sfruttare la propria forza fisica e giocare con i compagni, ma per un attaccante della Juventus tutto questo deve trasformarsi anche in gol.
Il Kolo Muani che la Juventus conosce
Per capire le parole di Spalletti bisogna tornare indietro. Kolo Muani non è arrivato alla Juventus come un attaccante qualsiasi.
A Nantes aveva già mostrato una crescita importante, ma è soprattutto all'Eintracht Francoforte che è arrivata la sua consacrazione. Nella stagione 2022/23 il francese ha chiuso con 23 gol e 14 assist in 46 partite complessive, diventando uno degli attaccanti più interessanti del calcio europeo.
Non era un centravanti da venti gol garantiti ogni anno soltanto in campionato. Era qualcosa di diverso: un giocatore capace di attaccare la profondità, giocare per la squadra, sfruttare la propria fisicità e allo stesso tempo produrre numeri importanti.
È quella versione di Kolo Muani che il Paris Saint-Germain aveva deciso di acquistare investendo una cifra enorme. Ed è quella versione che oggi la Juventus deve ritrovare.
Da Parigi a Londra, qualcosa si è inceppato
Dopo il trasferimento al PSG, però, la continuità realizzativa è progressivamente venuta meno. Nella sua prima stagione a Parigi ha comunque chiuso con 9 gol e 6 assist in tutte le competizioni, ma senza riuscire a diventare stabilmente il riferimento offensivo che ci si aspettava.
La stagione successiva è stata ancora più complicata: appena 2 gol e 1 assist in 14 presenze con il PSG. Un rendimento troppo lontano da quello mostrato a Francoforte.
Poi è arrivata la Juventus e, nei suoi primi mesi in bianconero, sembrava essere iniziata la rinascita. 16 presenze e 8 gol in Serie A rappresentavano una risposta importante.
Sembrava il giocatore pronto a ripartire.
Il Tottenham ha confermato il problema
La stagione successiva, però, non ha dato continuità a quelle sensazioni. Al Tottenham Kolo Muani ha trovato difficoltà soprattutto in Premier League, dove ha chiuso con un solo gol e un assist in 30 presenze.
In Champions League, invece, qualcosa di diverso si è visto: 4 gol in 9 partite. Un dato che conferma come le qualità non siano sparite.
Il problema sembra quindi essere proprio quello indicato da Spalletti: la continuità. Kolo Muani ha ancora gli strumenti per essere un attaccante importante, ma deve ritrovare quella cattiveria e quella convinzione che gli permettevano di trasformare le occasioni in gol.
Contro il Frosinone gli spazi erano quelli giusti
Ed è probabilmente questo il motivo per cui Spalletti è stato così diretto dopo la partita.
La Juventus ha avuto diverse situazioni interessanti, soprattutto nel primo tempo, e Kolo Muani ha trovato proprio quel tipo di partita nel quale le sue caratteristiche avrebbero dovuto emergere maggiormente: campo aperto, profondità e possibilità di attaccare la linea difensiva.
Il francese ha lavorato tanto e ha aiutato la squadra, ma è mancata la giocata decisiva. E il gol sbagliato da due passi nel primo tempo su sviluppo da corner pesa come un macigno sulla sua prestazione.
Ed è qui che il problema smette di essere soltanto tattico.
Perché un attaccante può giocare bene anche senza segnare. Può fare sponde, difendere palloni, correre, creare spazio per i compagni. Ma quando una squadra come la Juventus costruisce determinate occasioni, il centravanti deve riuscire a trasformare quel lavoro in numeri.
Spalletti, in sostanza, gli sta chiedendo di tornare a essere il giocatore che conosce: forte, esplosivo, cattivo negli ultimi metri e soprattutto decisivo.
La frase che apre anche una porta al mercato
Poi c'è una frase pronunciata da Spalletti che non può passare inosservata: «Stiamo cercando anche qualcuno con caratteristiche diverse».
È un'indicazione che va oltre Kolo Muani. La Juventus sembra voler costruire un reparto offensivo con più soluzioni, soprattutto per quelle partite nelle quali serve un attaccante capace di occupare maggiormente l'area di rigore, dare un riferimento fisico e trasformare il volume di gioco della squadra in maggiore presenza negli ultimi sedici metri.
Non significa necessariamente che la Juventus non creda in Kolo Muani. Anzi, può significare esattamente il contrario: Spalletti vuole più alternative per non dipendere da una sola soluzione offensiva.
Kolo può attaccare la profondità, venire incontro, giocare con i compagni e sfruttare la propria forza. Un altro centravanti con caratteristiche differenti permetterebbe però all'allenatore di cambiare completamente il modo di attaccare a seconda dell'avversario e della partita.
Ed è qui che il titolo viene quasi naturale.
Aspettando Kolo.
Perché la Juventus non sta aspettando di scoprire che tipo di giocatore sia Kolo Muani. Lo sa già.
Lo ha visto a Nantes. Lo ha visto a Francoforte. Lo ha visto con la Francia. Lo ha visto anche nei suoi primi mesi in bianconero.
Il problema è un altro: quanto manca per rivedere quella versione?
Spalletti sembra aver deciso di non nascondere il problema e di affrontarlo direttamente. Perché se Kolo Muani torna ai livelli che lo avevano portato a Parigi, la Juventus si ritrova tra le mani un attaccante dalle caratteristiche estremamente interessanti.
Ma se continua a essere quello visto troppo spesso nelle ultime stagioni, allora la squadra avrà bisogno di una soluzione alternativa.
La prima partita non è una sentenza. Ma il messaggio di Spalletti è chiarissimo: Kolo deve tornare a fare Kolo. E soprattutto deve tornare a fare gol.
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