Le contropagelle di Sanfelici: "Riprendiamo da dove eravamo rimasti"
"Riprendiamo da dove eravamo rimasti": così Marco Sanfelici titola le sue contropagelle relative alla prestazione della Juve che ha espugnato il campo del Frosinone.
VICARIO 6,5 Benvenuto, Guglielmo. Nome glorioso, da Shakespeare a Oberdan, passando per Marconi. Francamente ci basta sapere che da quest’anno il primo tiro avversario, c’è qualcuno che lo para, così come il secondo e via andare. Crampi permettendo (PERIN S.V. Ultimi concitati minuti e... Santa Traversa d’Antiochia, ora pro nobis)
KALULU 6,5 Avanza “come cervo che esce di foresta” (cit. Vujadin Boskov). Difende senza pietà. A destra bassa domina come solo uno dei più forti al mondo può fare. Il palo gli nega la gioia della rete, porco cane.
BREMER 7 Non ce n’è per nessuno, dietro. Entra col tempo giusto su un gianduiotto di traversone di Chico e di testa regala, col senno di poi, i primi 3 punti di stagione alla Juventus. Al centro non si passa, la porta resta inviolata.
KELLY 6 Rispetto al giocatore rozzo dei primi tempi, sembra il fratello più dotato. Ora accetta anche le pressioni, le sopporta e se ne libera da vero difendente. Non va mai in affanno e dà sempre l’impressione di essere in controllo, in ogni momento e fase di gioco. Nulla di eccezionale, ma tanta sostanza.
CELIK 6 Siccome non subisce pressioni dallo sterile attacco frusinate, si concede escursioni a tutto campo di una certa pericolosità. Perentorio nella corsa, non ci pensa due volte a decidere di randellare se occorre, a costo di incappare nel cartellino giallo. Rinforzo di livello. (CAMBIASO 5,5 Un quarto d’ora a rincorrere la propria ombra, come se il possibile “Cabrini” fatto intravedere si fosse eclissato nella notte dei tempi. Interventi in ritardo e letture delle situazioni di gioco, al livello di coloro che seguivano “Non è mai troppo tardi”).
LOCATELLI 6,5 Nel centrocampo a 3 che il mister presenta (il 4 – 2 – 3 – 1 descritto dai mestieranti dell’informazione sportiva è l’ennesima bufala fatta credere agli allocchi), il capitano è l’arma di ultima copertura del D. Luiz “bradipesco” in mezzo. Una volta uscito il brasiliano atipico, il Loca si riappropria della bacchetta e dirige le ripartenze, dettando i tempi. Troppo semplice, perché tutti apprezzino.
DOUGLAS LUIZ 6 Buon 1° tempo, quasi come se fosse un normale centrocampista in possesso di “fosforo”. Dura sì e no un tempo e poi sparisce come le illusioni. Andrebbe cambiato in fretta, ma, visto chi c’è a disposizione, Spalletti attende fino a quando non può più esimersi. Lento come la somma di 2 tartarughe e 3 lumache, qualche buon passaggio e tanta zavorra di brasilianità fine a se stessa. Ma davvero il mister pensa di far girare la squadra intorno a lui? (KOOPMEINERS 5 Una sola immagine: beve di brutto una finta in ripartenza, andando a vuoto nella ricerca di un avversario che non c’è e il Frosinone dilaga. Il buio oltre la siepe).
McKENNIE 6,5 Perno alto di sostegno a Douglas Luiz. Fa benissimo il lavoro oscuro e “sporco” del faticatore tuttofare. Corre secondo le statistiche esattamente km 10 in lungo e in largo, supportando il compagno in aiuto e sostegno, senza mai demordere. Prezioso come una pietra dura.
F. CONCEICAO 6,5 Mezzo voto in meno per l’incredibile “ciccata” davanti alla porta pressoché vuota che sarebbe il raddoppio nella ripresa e partita chiusa. Ciò detto, Chico è la faccia sorridente della Juve. Pennella un capolavoro di cross per la testa di Bremer e la Juve va in vantaggio. Non dà tregua alla difesa gialloblù per tutto il tempo in cui resta in campo. E’ in forma smagliante. (ZHEGROVA 6 Vorrei ma non posso o non riesco. Prova a lasciare il segno, ma le giocate appaiono più velleitarie che producenti. E’ utile a tenere la palla lontana dalla nostra area)-
YILDIZ 5,5 Non incide e non supera un uomo avversario che uno, in dribblig. A mio avviso, Kenan è al capolinea di un certo gioco a rientrare da sinistra. Forse andrebbe impiegato da trequartista centrale, ma non è per niente facile, in funzione di equilibri già oliati. (BOGA 5,5 Prova e riprova, ma la fascia destra dei padroni di casa è ben presidiata. E’ utile come arma di...distrazione e per far trascorrere il tempo.)
KOLO MUANI 5 Molto mobile, si inserisce nei dialoghi con autorevolezza, ma il suo mestiere è buttare dentro il pallone, quando se ne presenti l’occasione. E qui ne combina una a base di ritardo colpevole su un pallone da spingere in porta, con l’effetto ridicolo di mandarlo a sorvolare la traversa, nel più classico modo di come divorarsi una rete fatta. Questo è ciò che conta, altroché.
SPALLETTI 6 Vincere fuori casa e per di più su un campo di periferia, laddove spesso e volentieri si sono lasciati punti dolorosi, fa sempre classifica. La modalità però lascia perplessi e preoccupati. Sprecate occasioni macroscopiche per metter la partita in “ghiaccio”, ci si riduce a gestire gli ultimi minuti col patema di rintuzzare la possibilità della beffa finale. Sembra davvero ripartire esattamente là dove si era ingloriosamente rimasti. Il risultato c’è, come anche la delusione di assistere ad un’edizione vista e rivista di una Juventus che smarrisce strada facendo la personalità. Spalletti dovrà ancora applicarsi a correggere questo brutto, continuativo, irrisolvibile difetto della truppa juventina. A partire dalla sfida col Parma, avversario mai domo alla presenza dei colori bianconeri. Siamo agli inizi e ancora in presenza delle ultime risoluzioni di mercato, magari tra una settimana qualcosa cambierà, si starà a vedere. Nel frattempo la squadra si esprime bene per 60 minuti, finiti i quali la paura prende il sopravvento e non è “da Juve”. La tradizione racconta ben altre storie.
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