Basta voci sul futuro di Allegri, il presente della Juve si chiama Verona
La Juve impegnata domani a Verona deve vincere, senza se e senza ma, guai a farsi distrarre dalle voci su Allegri. Bisogna tenere a distanza il Milan (ora a -1) e uscire dal tunnel della crisi, certificata da un solo punto raccolto nelle ultime tre giornate. Un risultato diverso al Bentegodi renderebbe ancora più complicato il momento già molto delicato. Da un paio di settimane, come prevedibile, i detrattori di Allegri hanno rotto il silenzio che durava dalla sconfitta contro il Sassuolo, datata 23 settembre. Da quella gara allora 17 risultati utili consecutivi, poi contro l'Empoli in casa un pari dal sapore di sconfitta, quindi il ko con l'Inter e quello successivo con l'Udinese allo Stadium. Un tris devastante per la classifica e a prescindere da ogni discorso tecnico-tattico, dovuto ad un evidente crollo mentale. La squadra bianconera ha avuto la certezza di trovarsi di fronte un avversario superiore, quindi sogno scudetto svanito.
Ora però è necessario rialzarsi. La qualificazione in Champions resta ovviamente a portata di mano della Juve, considerando il +11 dal Bologna quinto in classifica. C'è poi la Coppa Italia, obiettivo concreto. Occhio però a non farsi distrarre dalle voci puntualmente tornate a condire il momento negativo bianconero. Si è passati dalla compattezza e il carattere ritrovati, a “qualcosa si è rotto all'interno dello spogliatoio”. Così come non aiutano di certo le indiscrezioni sul futuro di Allegri. La permanenza di Max non è scontata, malgrado abbia un altro anno di contratto. Ormai quotidianamente su giornali e siti appare il nome di Thiago Motta in primo piano. Qualcuno parla addirittura di contatti tra la società e l'attuale allenatore del Bologna. Max è tecnico navigato e abituato alle pressioni, ma queste voci sono nocive. Il mental coach Corapi, sostiene che dal punto di vista societario, contattare un altro tecnico significa delegittimare Allegri e queste “interferenze” condizionano il suo lavoro.
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