Juve, vittoria a Frosinone con brividi e le solite lacune

Juve, vittoria a Frosinone con brividi e le solite lacuneTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:59Editoriale
di Antonio Paolino
Un gol di testa di Bremer nel primo tempo regala tre punti alla prima in campionato

Una partita vinta nel primo tempo, e che hai rischiato poi di buttare all'aria dopo aver costruito tanto, ti fa vedere il bicchiere mezzo pieno o vuoto? Quando si vince, e si vogliono tenere i problemi ben nascosti, va tutto bene. O quasi. Spalletti non si è invece risparmiato nel precampionato, tantomeno lo ha fatto al termine della partita di Frosinone, dopo aver ingoiato il rospo per gran parte della ripresa, vedendo la Juve incapace di dominare e mettere al sicuro il risultato. Qualche avvisaglia sui difetti di fabbrica di questa squadra c'era già stata, ma dopo il gol di Bremer poteva sembrare tutto incanalato verso il meglio. E invece ci si è un po' gongolati dall'essere passati in vantaggio e dall'aver costruito diverse azioni pericolose, riuscendo anche a limitare gli affondi degli avversari. E poi, invece, si è rivisto il ritorno al “futuro” del film vissuto già l'anno scorso con la solita buona volontà e la poca concretezza sotto porta. Il “livello” eccezionale alla Juve non abbonda. Manca nel figliol prodigo Kolo Muani, sfortunato fino ad un certo punto, ma anche consapevole - come tutti noi – che nel calcio solo i gol e le vittorie aiutano a superare i momenti difficili della carriera. Spalletti ne ha elogiato le caratteristiche, non potendo fare diversamente e intuendo che le sue idee e il mercato erano – e restano – come le cosiddette linee parallele che si incrociano quando forse è troppo tardi. «Kolo Muani ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolati e lo abbiamo preso perché lo conoscevamo. Poi si deve rendere conto che sono due anni che non gioca – dice il mister bianconero - e un motivo ci sarà». Alla sua Juve manca razionalmente quell'attaccante capace di sfruttare anche solo quell'unica occasione che gli si presenta. La sicurezza con la quale era arrivato due anni fa a Torino, con quei 5 gol in altrettante occasioni in poche giornate, hanno forse spinto un po' troppo in avanti le aspettative e gonfiato oltremisura il prezzo con cui ce lo si è andati a riprendere senza una minima trattativa al ribasso. Se la Juve ha vinto di misura, non è solo colpa del francese e non azzera del tutto gli altri aspetti positivi del match, pur non cancellando i brividi scaturiti a tempo scaduto per la traversa colpita dal Frosinone. Sarebbe stata una beffa, simile alle tante dell'anno scorso contro squadre di media e bassa classifica costate pesantemente una quota di punti per tener viva il più a lungo la corsa scudetto.

Oltre Kolo – Sarebbe ingiusto, da classico accanimento sportivo, puntare il dito su un solo giocatore. La Juve resta ancora troppo ancorata alle giocate di Conceicao e poco altro. Yldiz vale cento milioni, ma potrebbe valerne molti di più, se solo tornasse ad assere determinante e incisivo come solo i grandi campioni sanno fare e non solo con l'immaginazione. In mezzo al campo non è poi bastata l'operazione rilancio per Douglas Luiz. Il brasiliano non sembra più un corpo estraneo, ma neppure il punto cruciale della costruzione del gioco. E soprattutto non ancora con i giusti tempi. Di sicuro la Juventus ha voluto alzare il muro in difesa ed è abbastanza chiaro, anche dalle urla dello stesso mister per tutta la ripresa, che la scelta di Lucumi vada a scapito di Kelly e possa aiutare la squadra nella costruzione da dietro. Bene Vicario, buttato nella mischia dopo quasi sei mesi di inattività, ma ben aiutato dai compagni a non fargli arrivare troppi palloni “pericolosi”, concedendogli due interventi spazza ruggine e paura. Altrimenti, altro che Kolo Muani! Infine Bremer, il miglior Bremer per reattività e capacità realizzativa. Col gol di ieri, 11 degli ultimi 12 gol di Bremer in Serie A sono arrivati di testa; dal 2022/23 nessun difensore dei maggiori cinque campionati europei ha trovato più reti con questo fondamentale (al pari di van Dijk). Tra i difensori centrali attuali in Serie A, Bremer è quello con il maggior numero di gol (23, superato Mancini della Roma).

Mercato – Perin, che tra l'altro è riuscito anche a giocare i suoi ultimi minuti in bianconero, effettuerà in giornata le visite mediche a Palermo prima di sottoscrivere l'ultimo contratto da professionista della sua carriera. In uscita anche Miretti convinto dalle sirene turche e dall'amico Vlahovic. In entrata, si aspetta invece l'assalto doppio a Kessié e Zirkzee. Idee e soldi per altri nomi, a questo punto, non ce ne sono più, a parte per il vice Vicario: accordo con il Wolfsburg per il polacco Grabara.