Cuadrado: "Alla Juve volevo e potevo restare, ma ci restai male per quello che fece la società"

In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l'ex bianconero Juan Cuadrado, oggi in forza alla neo-promossa Pisa, ha parlato anche del suo addio alla Juventus:
"La Juve è la squadra del cuore. A Torino ho vinto tantissimo, lì sono nati i miei figli. Alcuni tifosi mi hanno fischiato per il passaggio all’Inter, ma io volevo e potevo restare. All’improvviso la società annunciò sui social che non mi avrebbe rinnovato il contratto. Ci restai male: avrebbero potuto chiamarmi e dirmelo. Ma la gente ha capito e mi vuole bene: mia mamma vive a Torino e quando vado a trovarla i tifosi della Juve mi salutano con affetto. Andai all’Inter per restare ad alti livelli, ma ho giocato poco per un infortunio. E infine l’Atalanta: mi sono trovato molto bene con società, allenatore e tifosi. Adesso voglio regalare sorrisi e gioie al popolo di Pisa. Ho due obiettivi: la salvezza e la convocazione al Mondiale. Sia al Pisa sia alla Colombia posso essere utile con l’esperienza e le mie caratteristiche. Continuo a giocare per le emozioni che mi regala il calcio, per la passione e l’amore che sento nei confronti di questo sport.
Cosa posso dare al Pisa? Tanto, a prescindere dal minutaggio: cross, dribbling, assist. Sento molta forza. E nello spogliatoio posso aiutare i giovani che non conoscono la Serie A. Questo è un gruppo straordinario, vanno tutti compatti nella stessa direzione.
Come mi ha convinto Gilardino? Presentandomi il progetto e dicendo che aveva bisogno di me dentro e fuori dal campo. Ci ho messo pochissimo ad accettare la proposta".
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